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Un robot in sala operatoria, al Dimiccoli di Barletta arriva il Flex Robotic System: è la prima volta in Puglia

Un robot in sala operatoria, al Dimiccoli di Barletta arriva il Flex Robotic System: è la prima volta in Puglia

La ASL BT ha installato nel proprio blocco operatorio un endoscopio flessibile robotizzato, prodotto dall’azienda Medrobotics di Boston, la cui missione è quella di raggiungere aree anatomiche difficili da visualizzare e trattare. La tecnologia, inventata nel laboratorio di robotica dell’Università Carnegie Mellon di Pittsburgh e utilizzata per recuperare persone intrappolate nelle macerie o per raggiungere tesori nascosti, si è evoluta a tal punto da essere impiegata oggi anche nell’ambito della chirurgia di precisione: la robotica, quindi, diventa flessibile e approda per la prima volta in Puglia nella ASL BT, all’ospedale Dimiccoli di Barletta.

“La ASL BT, introducendo questa importantissima innovazione tecnologica di precisione nella propria dotazione, mira ad aumentare il livello di qualità degli interventi chirurgici in ambito otorinolaringoiatrico e l’attrattività di pazienti da tutta Italia – spiega il Direttore Generale, Alessandro Delle Donne - . La Puglia deve riconquistare la scena e dimostrare che l’incubo della mobilità passiva e dei viaggi della speranza al Nord per la cura di patologie importanti appartiene sempre di più al passato”.

Il Flex Robotic System del Dimiccoli, a differenza dei robot chirurgici tradizionali che prevedono strumenti rigidi, è in grado di raggiungere zone molto difficili e non sempre raggiungibili con le strumentazioni attuali tramite gli orifizi naturali, come ad esempio il cavo orale, seguendo le curvature anatomiche. Un sistema innovativo, subito utilizzato con successo dall’equipe del dottor Michele Barbara su 5 pazienti, che consente un’attività chirurgica mini invasiva con notevoli vantaggi per il paziente: interventi conservativi e recupero post operatorio facilitato.

Il braccio robotico flessibile si estende di 20 centimetri, ha la grandezza di una moneta e termina con una telecamera che dà una visione diretta, trasportando strumenti flessibili miniaturizzati di 2 millimetri che sono manovrati direttamente dall’operatore e che facilitano l’intervento. Il robot, di fatto, si trasforma in elemento naturale di estensione dell’occhio e delle dita del chirurgo. Barletta farà parte di un network internazionale, insieme a Pittsburgh ed Essen, per lo sviluppo clinico dell’apparecchiatura portando l’esperienza del Centro pugliese ai massimi vertici internazionali.

"Il robot flessibile sarà dedicato in particolare agli interventi endoscopici e diretto ad aiutare negli interventi orofaringo-laringei – spiega il dottor Barbara -, con particolare focus sui tumori, evitando interventi demolitivi per via esterna". Il robot sarà presentato martedì 24 aprile alle 10.30 presso il polo universitario del P.O. di Barletta.

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