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“Non è uno straccio, è un essere vivente”: campagna animalista contro ‘l’arricciamento’ del polpo

“Una tradizione violenta”. La pratica della pesca del polpo e in particolare la tecnica di arricciamento dello stesso, tipica della zona di Bari, sembra non essere vista di buon occhio dall’organizzazione no-profit ‘Essere animali’ che da tempo sta portando avanti una campagna contro la pesca tradizionale di questo esemplare marino. Alla base di questa inchiesta, così come si legge sul sito internet dell’associazione, il fatto che si tratti di una pratica poco conosciuta, e nello specifico ci sarebbero “Le lacune nelle leggi che la regolamentano, che hanno permesso un aumento indiscriminato di questo tipo di pesca, che oggi incide notevolmente sul numero di polpi pescati per il mercato alimentare italiano”. E poi ancora “Il trattamento riservato a milioni di questi incredibili animali, vittime tanto della pesca industriale quanto di quella tradizionale, ugualmente cruenta, come confermato dall’etologo Jonathan Balcombe, uno dei massimi conoscitori al mondo di questa specie”. Secondo quanto comunicato dal Essere Animali, la pratica sarebbe tanto cruenta perché verrebbero sbattuti ancora vivi. 

 

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