/* pubblicità google */ /* pubblicità automatica negli articoli */

Bari, trasloco al Palagiustizia: rinvio udienze e magistrati in stato di agitazione

Bari, trasloco al Palagiustizia: rinvio udienze e magistrati in stato di agitazione

È cominciato il trasferimento dei fascicoli dei procedimenti con detenuti dal Palagiustizia barese di via Nazariantz, la cui agibilità è stata sospesa dal Comune di Bari per ragioni di sicurezza, alla sede di piazza De Nicola. Nell'immobile che ospita gli uffici della Procura e del Tribunale penale è una giornata di confusione, dopo il provvedimento del presidente Domenico De Facendis che ha disposto il rinvio di quasi tutte le udienze di primo grado, tranne quelle urgenti con detenuti (convalide, riesami, direttissime) che saranno celebrate in altre aule di piazza De Nicola, sede del Tribunale civile, della Corte di Assise e di Appello, e nell'aula bunker di Bitonto.

La decisione del Comune e poi del Tribunale è il risultato di una valutazione sulle preoccupanti criticità strutturali dell'edificio evidenziate in una relazione commissionata dall'Inail, ente proprietario dell'immobile. All'ingresso del palazzo, anche oggi si è creata la fila di testimoni e imputati che avrebbero dovuto partecipare alle udienze, ai quali non è stato consentito l'accesso. Solo gli avvocati stanno entrando nelle aule per la dichiarazione di mero rinvio da parte dei giudici a data e luogo da destinarsi. Le attività di cancelleria e quelle inquirenti di Procura per il momento proseguono in via Nazariantz in attesa, probabilmente già in giornata, di ulteriori decisioni e dell'eventuale trasferimento.

Nel frattempo, uno stato di agitazione permanente dei magistrati del distretto di Bari "per la condizione di emergenza in cui versa questo territorio in questo momento drammatico" è proclamato a partire da oggi dall'Anm di Bari per la situazione dell'edilizia giudiziaria barese. I magistrati chiedono l'intervento del presidente della Repubblica, del Csm e della Giunta esecutiva dell'Anm "perché si restituisca alla magistratura di questo territorio la dignità che merita per aver sempre dato continuità all'azione giudiziaria con immensi sacrifici e perché si assicuri ai cittadini la tutela giudiziaria in ambienti sicuri e idonei". In una nota a firma del presidente e del segretario dell'Anm di Bari, Lorenzo Gadaleta e Rossella Calia Di Pinto, si "denuncia pubblicamente l'intollerabile e radicale inconsistenza delle risposte della politica locale e nazionale, degli organi amministrativi e dell'apparato centrale ministeriale e la palese volontà di ignorare uno stato di evidente e estremo degrado materiale degli immobili destinati alle attività giudiziarie baresi".

L'Anm "segnala la sostanziale paralisi delle attività giudiziarie penali di primo grado a Bari e l'impossibilità oggettiva di garantire una risposta alle legittime istanze di giustizia dei cittadini", evidenziando "il rallentamento del contrasto ai fenomeni criminali di ogni genere in questa precaria e assurda condizione generale di lavoro". La giunta distrettuale dell'Anm "pretende - prosegue la nota - che si ponga fine all'atteggiamento di vergognosa indifferenza dimostrata dagli organi amministrativi e governativi", riservandosi "di adottare più eclatanti modalità di protesta nei prossimi giorni in caso di perdurante immobilismo della politica e degli organi responsabili di tale disastrosa situazione".

Utilizziamo cookies per fornirti la miglior esperienza di navigazione. Nessun tuo dato sensibile sarà salvato ne venduto a terzi come da richiesta del GDPR.