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Palagiustizia, assemblea pubblica a Bari. Avvocati e magistrati in coro: “Si dichiari stato di emergenza”

“No a soluzioni posticce come Modugno, piuttosto resteremo nelle tende, altrimenti si dimenticheranno di noi. Quelle tende sono l’unica nostra speranza di vedere risolto in tempi rapidi il problema: e cioè ottenere una sede ‘ponte’ in attesa che venga realizzata la Cittadella della giustizia nelle Casermette. Il Ministero, invece, si preoccupa solo dell’immagine, di salvare la faccia”. Gli avvocati baresi non ci stanno alla proposta fatta ieri dal Ministero della Giustizia, e condivisa dalla Conferenza permanente, di un trasferimento temporaneo nell’ex sede distaccata del Tribunale a Modugno alternativa alla tendopoli allestita nel parcheggio del Palagiustizia di via Nazariantz, dichiarato inagibile.

Se ne è discusso in un’assemblea pubblica nell’Anche Cinema di Bari, alla quale hanno partecipato anche i magistrati baresi. “Si dichiari immediatamente lo stato di emergenza e si nomini un commissario”, ha detto il presidente del Tribunale, Domenico De Facendis. Magistrati e avvocati hanno confermato lo stato di agitazione permanente richiamando l’attenzione della politica. “Ancora oggi – ha detto il presidente della Camera penale, Gaetano Sassanelli – la politica è totalmente assente, in segno di disprezzo dei nostri problemi”.

“Distribuire gli uffici nella provincia non garantisce il regolare svolgimento dell’attività giudiziaria – ha insistito il presidente dell’Ordine degli avvocati, Giovanni Stefanì – mentre lo stato di emergenza aprirebbe la strada alla requisizione di immobili e all’accelerazione degli iter burocratici”.

Anche per l’Anm la soluzione di Modugno, peraltro stando al decreto ministeriale utilizzabile fino al 12 settembre, “è del tutto insoddisfacente”, ha detto il presidente Lorenzo Gadaleta.

“Non vediamo risposte dal Ministero” ha detto anche il procuratore Giuseppe Volpe, ringraziando però l’impegno del Comune, e chiedendo “scusa per il ritardo – ha ironizzato – scusate ma stavo col martello a rinforzare i picchetti delle tende”.

Il presidente della Corte di Appello, Franco Cassano, ha evidenziato che “le tende sono un cazzotto nello stomaco, una contingenza dolorosa che non può andare avanti, segno del fallimento in una città che è riuscita faticosamente a ricostruire il teatro Petruzzelli e dove i poteri di veto sono terribili”.

L’avvocato Michele Laforgia ha invitato ad una “mobilitazione generale che coinvolga la politica e i cittadini” con un appello al Presidente della Repubblica, che presiede il Csm, “perché questa è una emergenza nazionale, non barese”.

All’assemblea ha partecipato anche il presidente di Confindustria Bari e Bat, Domenico De Bartolomeo, il quale ha dato la “disponibilità della mia associazione per pubblicizzare la ricerca di mercato avviata dal Ministro e per la successiva soluzione del problema”.

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