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Bari, il Sacrario Militare dei Caduti d'Oltremare accoglie cinque soldati della Seconda Guerra Mondiale

Bari, il Sacrario Militare dei Caduti d'Oltremare accoglie cinque soldati della Seconda Guerra Mondiale

Si è tenuta questa mattina, al Sacrario Militare dei Caduti d'Oltremare di Bari, la cerimonia di tumulazione con resa degli Onori dei resti di cinque caduti, di cui uno noto, morti durante la campagna di Grecia della Seconda guerra mondiale. I cinque caduti provengono tutti dall'Albania. Tre caduti sono stati ritrovati sulle alture del Monte Golico, situato a est di Valona, grazie alla segnalazione dell'ANA, cui ha fatto seguito l'attività del Commissariato Generale per le Onoranze ai Caduti di ricerca d'archivio e sul campo dei resti.

A uno solo di questi è stato dato un nome. Si tratta di Francesco Bortolotti, nato a Majano (Udine) il 29 giugno 1920 e deceduto il 24 marzo 1941, di cui è stato trovato un nipote in vita. Gli altri due ignoti sono stati rintracciati, grazie alla segnalazione di un ufficiale albanese, nel territorio del villaggio di Senican (parte italiana della linea del fronte greco-albanese nella guerra 1940-41), nella località "Cuka e Kacit", a circa a 40 chilometri dal confine con la Grecia.

Il Sacrario Militare d'Oltremare di Bari, spesso considerato della Seconda guerra mondiale per le numerose spoglie dei soldati conservate, custodisce al suo interno anche coloro che perirono durante la Grande Guerra. Deve il suo nome al fatto che gli oltre 75mila resti mortali che ospita provengono dalla dismissione dei cimiteri di guerra costruiti nei territori d'oltremare, dove operarono le unità italiane durante i due conflitti mondiali (Balcani, Africa Settentrionale e Africa Orientale). È aperto dal 10 dicembre 1967.

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