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Palagiustizia, in via Nazariantz arriva il ministro Bonafede: “Domani a Bari per verificare la situazione”

Il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, sarà domani mattina a Bari per verificare la situazione del Palagiustizia dichiarato inagibile nei giorni scorsi per rischio crollo. Lo annuncia la senatrice M5S pugliese Bruna Piarulli che domani accompagnerà con una delegazione pentastellata la visita del ministro alla tendopoli dove si svolgono al momento le udienze penali.

“Si tratta di una visita molto sentita da parte del ministro che appena insediato – sottolinea Piarulli – ha scelto di venire a Bari per risolvere la questione della mancata agibilità della Procura di via Nazariantz”.

“Il ministro – prosegue la Piarulli – intende trovare una soluzione il più possibile definitiva e che accorpi vari uffici. La cittadella della Giustizia alle casermette è una priorità. Come la possibilità di spostare il carcere dal centro di Bari per una questione di sicurezza e di gestione di detenuti e personale”.

E sulla questione criticità nelle carceri interviene anche il segretario generale del Coordinamento sindacale penitenziario (Cos.p.) Domenico Mastrulli in un appello rivolto proprio al ministro della Giustizia. “Il trend negativo di eventi è in crescita – dice Mastrulli -, un trend in cui si annoverano i molteplici tentativi di suicidio messi in atto da alcuni detenuti nei penitenziari pugliesi e l’elevato numero di aggressioni ai danni degli agenti di polizia penitenziaria costretti a lavorare in condizioni disumane, con un organico ridotto all’osso. Una situazione non più tollerabile”.

“Nelle ultime ore – aggiunge Mastrulli – un detenuto è stato trasferito al Policlinico di Bari per sospetta Tbc. Nessuna protezione per il personale. Il susseguirsi di aggressioni nei confronti del personale penitenziario avvenute nei giorni scorsi nel carcere di Bari sono il sintomo di una situazione che ha superato ogni ragionevole limite. Al sovraffollamento della casa circondariale, che oggi registra quasi il doppio delle presenze rispetto ai 280 posti letto, si associa la difficoltà a coprire i turni del personale per garantire la sicurezza. Mi auguro che il nuovo Esecutivo intervenga attraverso misure restrittive e di sicurezza idonee a far fronte ai 59mila reclusi nelle strutture carcerarie italiane rispetto ad una capacità complessiva di 54mila posti”.

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