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Bari, Laboratorio Sud nelle ex Officine Calabrese. Cgil: “Aumentare investimento pubblico nel Mezzogiorno”

Bari, Laboratorio Sud nelle ex Officine Calabrese. Cgil: “Aumentare investimento pubblico nel Mezzogiorno”

“Nuove politiche industriali per il Mezzogiorno” e “Riattivare la macchina del dialogo tra istituzioni, imprese e sindacati per lo sviluppo sostenibile e l’occupazione”. Questi i temi al centro delle sessioni di discussione nel corso dell’evento Laboratorio Sud – Idee per il Paese organizzato questa mattina da Cgil Puglia presso le ex Officine Calabrese, nella zona industriale di Bari-Modugno. L’iniziativa, che propone di aprire un canale di dialogo tra territori, aziende e istituzioni ricollocando al centro del dibattito le politiche necessarie a ridurre il gap tra Nord e Sud del Paese, prende spunto da un dato allarmante: negli ultimi 10 anni, in Puglia, 20mila ragazzi under 30 hanno deciso di andare a cercare fortuna altrove.

“La Cgil ha scelto da sempre di porre questa parte del Paese al centro della propria strategia – spiega Pino Gesmundo, segretario generale della CGIL Puglia - formulando una proposta complessiva che si regge sull’aumento dell’investimento pubblico verso le regioni del Sud dal 34,5% al 45% del capitale statale, sulla creazione di un’Agenzia per lo sviluppo, su un miglioramento della mobilità e delle infrastrutture e su un piano straordinario per la messa in sicurezza per il territorio”.

“Lo sviluppo del Mezzogiorno e dei suoi 20 milioni di abitanti non può essere infatti relegato a una questione marginale, come sembrerebbe dal Contratto di Governo, ne può passare da processi di deindustrializzazione – dice ancora Gesmundo -. Servirebbe invece mettere in moto e governare processi di innovazione a partire dalle sedi di contrattazione, aumentando la quota di aziende meridionali che investono in innovazione, ad oggi solo il 15% del totale nazionale, mettendo a punto un piano integrato e coerente che consenta al nostro tessuto produttivo, centrato ancora sulle piccole-medie imprese a conduzione famigliare, di non essere travolto dalla concorrenza internazionale”.

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