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Valenzano, parco per cani lasciato a metà in via Einaudi. Residenti disperati: “Utilizzato lo stesso e pieno di deiezioni”

Valenzano, parco per cani lasciato a metà in via Einaudi. Residenti disperati: “Utilizzato lo stesso e pieno di deiezioni”

“Siamo disperati, la situazione è la stessa da mesi. Abbiamo inviato anche una lettera ai commissari prefettizi ma ad oggi non abbiamo ottenuto alcun risultato”. A parlare è Domenico, uno dei residenti delle palazzine confinanti con l’area sgambamento cani di via Luigi Einaudi, a Valenzano. Il parco, causa commissariamento del Comune, non è mai stato realmente ultimato ma è comunque parecchio utilizzato. Purtroppo per i residenti, però, perlopiù da cittadini incivili.

“I lavori sono stati iniziati e interrotti – spiega Domenico – ma ad oggi l’area è utilizzata lo stesso, diciamo abusivamente. I padroni dei cani non raccolgono le deiezioni dei loro amici a quattro zampe ma essendo di fatto un cantiere non vi è alcun controllo. L’intera zona è abbandonata a se stessa. Abbiamo inoltrato la segnalazione anche al comandante della Polizia Locale e al dirigente dell’ufficio Lavori Pubblici ma purtroppo nulla è cambiato”.

La lettera inviata alle istituzioni è molto dettagliata. I condomini degli edifici confinanti l’area sgambamento cani denunciano le conseguenze dettate dall’arresto dei lavori: “l’area di cantiere è incustodita e priva di qualsiasi protezione – si legge nella missiva -. Allo stato le piante ivi impiantate sono da diverso tempo prive di cura e di qualsiasi manutenzione né, tanto meno, si coglie alcun segnale di ripresa dei lavori o di messa in sicurezza del cantiere dall’intrusione e dal vandalismo. Si denuncia, inoltre, come l’area sia utilizzata abusivamente da proprietari di cani che vi penetrano, stante la mancanza assoluta di controlli, con i propri animali lasciandoli liberi di ‘sgambettare’ ma anche di risolvere uno dei loro bisogni primari che restano non raccolti”.

I residenti, quindi, chiedono “con urgenza di porre fine a tale illecito, di mettere in sicurezza l’area di cantiere, di conoscere la disciplina che regola la stasi lavorativa relativa all’area in oggetto e le eventuali decisioni assunte in merito”. Ad oggi, però, tutto tace.

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