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Mobilità passiva, diminuiscono i ricoveri ma aumentano i costi: la ricetta Emiliano per ora non funziona

Una crescita dei costi che ha visto il passaggio da 218 a quasi 240 milioni di euro in sei anni. Un trend confermato anche per il 2017 con un ulteriore stanziamento di 28 milioni di euro stabilito lo scorso novembre. La mobilità passiva continua ad essere la nota dolente della sanità pugliese. Nonostante dal 2006 al 2016 sia calato il numero dei ricoveri fuori regione il conto per i pugliesi che sono costretti a ricorrere a cure lontano da casa continua a salire. Dal 2010, infatti, si è passati da una spesa di 218 milioni per i cosiddetti viaggi della speranza a oltre 239 milioni.

 

Fondi del servizio sanitario regionale che si spostano assieme ai pazienti e alle loro famiglie verso altre regioni. Principalmente Lombardia, Emilia Romagna, Lazio e Basilicata in strutture del pubblico ma anche del privato convenzionato. Magari in settori che con una diversa modulazione dei tetti di spesa potrebbero essere gestiti anche dal privato pugliese. Una buona fetta di questi ricoveri riguarda infatti l’alta complessità, interventi per cui i pugliesi preferiscono o sono costretti ad affidarsi a professionalità che non riescono a reperire nelle nostre strutture.

 

Guardando al tipo di specialità il 30% di tutti i ricoveri in mobilità passiva è effettuata in reparti di ortopedia e di chirurgia generale. Mentre hanno registrato incrementi percentuali tra le altre la neurochirurgia, l’oncoematologia e la cardiologia. I numeri sono chiari: se la sanità non riesce a rispondere alle richieste di salute dei pugliesi questi sono costretti a cercare risposte altrove. A pagare il conto sono comunque i cittadini: sia nel bilancio regionale che in termini di costi sociali, con numeri che continuano sempre più a incidere sulla voce spese nonostante gli annunci trionfalistici del governo regionale.

 

Il prossimo 6 luglio l’Aress farà il punto sulle strategie da mettere in campo per invertire la rotta nel settore oncologico, un’occasione per capire quante possibilità di sopravvivenza ci sono ancora per un malato chiamato sanità pugliese.

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