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Separazioni e divorzi, numeri in crescita nel nostro paese

Crescono in modo netto i numeri riferiti a matrimoni c he si interrompono dopo qualche tempo, concetto nel quale si fa comunemente rientrare tanto il divorzio quanto la separazione. Prima di procedere è bene fare una dovuta precisazione elencando le differenze che intercorrono tra questi due termini. La separazione è un primo passaggio, uno step preliminare che ha meno effetti rispetto al divorzio; con quest’ultimo infatti non si vanno soltanto a sospendere gli effetti del matrimonio (cosa che accade con la separazione), bensì li si va proprio a cancellare in via definitiva. In sostanza con il divorzio cessa definitivamente ogni tipo di vincolo legame ed onere. Ovviamente il divorzio richiede più tempo e un iter burocratico lungo a differenza della separazione, che può essere consensuale, ovvero di comune accordo tra i coniugi; o giudiziale, con sentenza del giudice se i due coniugi non hanno trovato accordo. In quest’ultimo caso è sempre meglio interpellare un professionista per analizzare la propria situazione, quindi rivolgersi ad un avvocato per la separazione giudiziale così da essere tutelati. Dicevamo dei numeri in Italia: da quando è stata introdotta la normativa relativa al divorzio breve, nel 2015, i dati sullo scioglimento dei matrimoni sono aumentati. Si parla di più di 80mila divorzi l’anno, ai quali andrebbero aggiunte le oltre 90mila separazioni sempre su base annua. Dati che si sono incrementati come detto, dal maggio del 2015 ovvero da quando non è più necessario dover attendere 3 anni per divorziare; bastano ora 6 mesi per le separazioni consensuali e dodici per le separazioni giudiziali. La differenze è nei numeri sopra elencati se è vero che nel 2016, tra consensuali e contenziosi, sono andati in porto definiti 75.657 divorzi rispetto ai 64.600 dell’anno precedente 2015. E non sono inclusi in questa speciale classifica gli addii che si portano avanti con iter alternativi al tribunale, come ad esempio tramite la negoziazione assistita di un avvocato o direttamente in comune. Una tendenza in crescita figlia di dinamiche sociali profondamene cambiate e che hanno stravolto il concetto di famiglia; se da un lato, si dice sempre, i giovani di oggi tendono a sposarsi di meno e non riescono a farsi una propria famiglia prima di un certa età, dall’altra parte c’è anche il cospicuo numero di chi ha optato per il vincolo del matrimonio salvo poi, dopo neanche tanto tempo, ritornare sui suoi passi.

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