Home Attualità Palagiustizia di Bari, il procuratore Volpe: “Senza la proroga saremmo degli homeless”

Palagiustizia di Bari, il procuratore Volpe: “Senza la proroga saremmo degli homeless”

“Senza la proroga dal Comune saremmo degli homeless. Non possiamo però essere noi a chiederla, in quanto destinataria della ordinanza di sgombero è la proprietà dell’immobile e non la Procura.” Il Capo della Procura di Bari Giuseppe Volpe conferma i timori manifestati attraverso una nota nei giorni scorsi. E a margine della conferenza stampa su alcune operazioni coordinate dalla DDA nel foggiano lancia l’appello al Comune di Bari ma soprattutto al Ministero affinché si posticipi l’abbandono definitivo di Via Nazariantz in attesa che sia definita con certezza la nuova collocazione per gli uffici giudiziari del penale.

“Auspichiamo di essere messi oggettivamente nelle condizioni di operare”. La data del 31 agosto incombe e stante l’attuale scadenza l’attività della Procura, già fortemente compromessa, ne verrebbe del tutto paralizzata. D’altro canto il Sindaco di Bari è stato chiaro: “Non posso chiedere la proroga senza che nessuno me la chieda”, in risposta a quanto pubblicato il 23 agosto sul sito del Ministero. La competenza e la responsabilità nel merito, secondo Roma, sarebbe del Comune di Bari “che ha emesso l’ordinanza e che, se ritiene che il pericolo sia cessato, può revocarla. Ma questo – scrivevano sempre da via Arenula – non dipende certo dal Ministero della Giustizia che non può dare alcuna apertura né copertura rispetto a un eventuale atto del genere.” Una questione non tanto politica, quindi, quanto di responsabilità, considerata soprattutto il rischio crollo paventato nella prima relazione alla base di tutto il procedimento. A richiedere la proroga dovrebbe in conclusione essere l’Inail, proprietaria dell’immobile. In caso contrario i magistrati si troverebbero momentaneamente divisi tra gli uffici di Via Brigata Regina e le aule di Modugno. Considerati i risicati spazi a disposizione di fatto senza una casa, homeless, per l’appunto.

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