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“Scuole sicure”, 81.500 euro a Bari per la sorveglianza. Romano: “Lavoriamo anche sull’informazione”

Il Comune di Bari, come previsto dalla direttiva emanata dal Ministero per la programmazione di un piano straordinario finalizzato alla prevenzione e al contrasto del fenomeno dello spaccio nei pressi delle scuole, ha presentato in questi giorni il progetto “Scuole sicure”, redatto in base alla quota di finanziamento spettante al capoluogo pugliese pari a 81.500 euro.

 

Il progetto, a cura della Polizia locale in accordo con gli assessorati alle Politiche educative e ai Lavori pubblici del Comune di Bari, prevede l’installazione di cinque sistemi di videosorveglianza, nel rispetto delle norme di garanzia della privacy, da ubicare nelle aree adiacenti ad alcuni istituti scolastici, il rafforzamento e l’incremento dei servizi della Polizia Locale per poter raccogliere, custodire e diffondere informazioni rilevanti per la tutela degli studenti e la realizzazione di un’attività di informazione, sensibilizzazione e prevenzione negli istituti scolastici, con l’obiettivo di rendere consapevoli gli studenti degli effetti devastanti dell’uso di droghe e sostanze psicotrope.

 

Per quanto riguarda la videosorveglianza, i cinque sistemi saranno connessi con la sala operativa della Polizia locale e della Questura di Bari e, se predisposta la relativa infrastruttura di collegamento, anche con la sala del Comando provinciale dei Carabinieri. Rispetto alle attività già garantite dalla Polizia locale, è previsto un rafforzamento del presidio nei pressi degli istituti più frequentati e sprovvisti di videosorveglianza esterna, attraverso l’impiego di un numero maggiore di agenti.

 

Parallelamente l’assessorato alle Politiche educative e giovanili si impegnerà a delineare i percorsi di formazione e sensibilizzazione insieme alle associazioni studentesche, alle realtà impegnate per la promozione della legalità e agli operatori del settore socio-sanitario.

 

“Il fenomeno dello spaccio e del consumo di droghe tra gli studenti – spiega Paola Romano – non si contrasta esclusivamente con la videosorveglianza o aumentando i controlli nelle immediate vicinanze della scuola. Bisogna lavorare molto di più e in maniera costante sull’informazione e sulla prevenzione, rendendo i ragazzi stessi parte attiva di questo percorso. Di qui il coinvolgimento delle associazioni studentesche come protagoniste dell’attività di formazione da realizzare all’interno degli istituti con i loro coetanei e dei servizi pubblici sanitari. La somma destinata al capoluogo in questa prima fase è molto esigua e consente l’acquisto di soli 5 sistemi di sorveglianza, che si aggiungeranno alle oltre 250 telecamere già disseminate sul territorio cittadino. Per questo posizioneremo i dispositivi nei pressi delle scuole non munite di telecamere e con il maggior numero di studenti. Molte attività di informazione vengono già organizzate dalle singole scuole: la grande sfida, adesso, è quella di coinvolgere nuove associazioni e la rete dei soggetti pubblici e privati accreditati al servizio sanitario regionale, per far sì che lavorino insieme ad un unico progetto finalizzato a sensibilizzare i ragazzi rendendoli consapevoli dei rischi conseguenti all’acquisto e al consumo di droghe”.

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