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Bari, chiude campo di accoglienza per senza fissa dimora in via Maratona. Bottalico: “Ecco le nuove Case di Comunità”

All’allarme lanciato ieri dal comitato barese della Croce Rossa Italiana risponde oggi Francesca Bottalico, assessora al Welfare del Comune di Bari: scaduta la proroga della convenzione con CRI in relazione al campo di accoglienza per senza fissa dimora in via Maratona, gli ospiti di quella struttura verranno trasferiti in nuove Case di Comunità. Mentre per quanto riguarda il personale dipendente della Croce Rossa impegnato fin qui in quel servizio, dal Comune di impegnano affinché possa essere ricollocato in strutture e servizi analoghi.

“Ad oggi sono state registrate all’interno del campo 72 presenze, tra uomini e donne, che saranno ospitati nelle nuove strutture di accoglienza residenziali operative dal 1 ottobre – si legge in una nota inviata da Palazzo di Città -. Si tratta di alloggi, singoli appartamenti, camere in complessi abitativi che ospiteranno persone singole, coppie, donne sole o con figli e interi nuclei familiari. Si tratta di servizi cosiddetti ‘a bassa soglia’ che consentono agli utenti di vivere con i propri familiari in spazi adeguati rispetto al numero dei componenti, di cucinare, di disporre di indumenti e oggetti di proprietà, di lavare i propri abiti, di avere a disposizione un luogo per socializzare, di intraprendere un percorso di autonomia e inclusione sociale e, soprattutto, di restare liberamente al loro interno anche in orari diurni”.

“Gli utenti saranno supportati da un operatore sociale – continuano dal Comune -. Uno per ogni 20, che si occuperà di garantire loro servizi di assistenza come l’orientamento sociale e sanitario, l’accompagnamento all’accesso agli strumenti socio-lavorativi e ai percorsi di inclusione sociale attivati dal servizio sociale professionale territorialmente competente. Gli ospiti potranno anche usufruire di colloqui con un legale e un mediatore linguistico, qualora siano presenti ospiti stranieri e ogni Casa di Comunità sarà monitorata da un coordinatore. Le strutture residenziali, individuate con avviso pubblico, sono 13, gran parte delle quali nella città di Bari, e offrono accoglienza a 271 persone (più 80 posti per le emergenze). All’avviso hanno partecipato le realtà del volontariato laico, cattolico e del privato-sociale mettendo a disposizione strutture in disuso, edifici abbandonati per lungo tempo e ristrutturati, ville e appartamenti di piccole dimensioni, tutti raggiungibili con i mezzi pubblici”.

Entusiasta l’assessora al Welfare, Francesca Bottalico. “Siamo al lavoro da quattro anni per restituire dignità a quanti vivono in condizioni di emarginazione da tanto tempo – spiega -, non solo per motivi economici ma spesso per situazioni personali, familiari o momenti di vulnerabilità psichica. La città di Bari, oggi, può ritenersi soddisfatta per aver messo fine a uno stato emergenziale, durato anche troppo tempo, e aver trovato una soluzione stabile e strutturata, decisamente più decorosa e rispettosa della dignità umana se paragonata a quelle del passato. E quei container, per quanto siano stati di supporto negli ultimi anni, rappresentano proprio quel passato. Finalmente abbiamo eliminato le condizioni di emergenza, pertanto quel campo non ha più motivo di esistere. Quanto al personale dipendente della Croce Rossa impegnato fin qui nel servizio, siamo impegnati affinché possa essere ricollocato in strutture e servizi analoghi”.

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