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Sanità, Ordine Medici Puglia: “Più organico per ridurre liste di attesa”

corsia ospedale

La riduzione delle liste di attesa, con il rapporto tra le prestazioni in regime istituzionale e l’attività libero-professionale dei medici, è nuovamente al centro del dibattito politico nel Consiglio regionale della Puglia, con la discussione in commissione Sanità della proposta di legge presentata dal capogruppo di Pce, Paolo Pellegrino.

Una proposta di legge, diversa da quella presentata in materia da Fabiano Amati (Pd), che secondo i presidenti degli Ordini dei medici della province di Bari, Brindisi e Lecce, “va nella direzione di affrontare i problemi, anche se resta prioritario colmare la carenza degli organici se si vuole ottenere una reale riduzione del fenomeno delle liste d’attesa”.

Tra i punti salienti della proposta ci sono la riorganizzazione delle risorse relative alle unità operative; l’utilizzo della trattenuta del 5% sul compenso del libero professionista per ridurre le liste; l’incremento del fondo previsto dalla legge 189/2012 attingendo dai fondi perequativi alimentati dalla libera professione.

“La mia proposta – commenta Pellegrino – non applica il furore punitivo contro la categoria dei medici e l’attività libero professionale, ma vuole colpire alla radice il fenomeno puntando alla verifica puntuale dell’organizzazione dell’offerta sanitaria e all’applicazione di leggi statali e di regolamenti regionali che già indicano la strada per trovare soluzioni”. “L’istituto dell’intramoenia va sostenuto, mentre – sottolinea Pellegrino – il disallineamento tra i tempi di attesa per le prestazioni va combattuto anzitutto attraverso un’analisi approfondita in termini di budget all’interno delle singole unità operative”.

Di tutt’altro avviso Amati: “La legge italiana prescrive che prima di qualsiasi altro rimedio, soprattutto se oneroso, bisogna tenere allineati i tempi d’attesa delle prestazioni istituzionali con quelli a pagamento. L’acquisto di prestazioni dai privati accreditati o dai medici del servizio pubblico e fuori dall’orario di lavoro, con i soldi vincolati alla riduzione delle liste d’attesa, sarebbe – conclude Amati – una soluzione d’interesse della Corte dei conti per danno erariale”.

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