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Bari, 230 sanzioni in 7 giorni per abbandono rifiuti e mancata raccolta deiezioni canine

rifiuti

È stato individuato e sanzionato il presunto responsabile dell’abbandono di diversi rifiuti ingombranti su via Crisanzio, all’altezza dell’incrocio con via Ravanas, durante la scorsa notte. Per risalire all’identità del soggetto è stata necessaria la collaborazione dei residenti. L’uomo, che vive proprio in quella strada, raggiunto dagli agenti della Polizia Locale, ha ammesso di aver abbandonato una serie di mobili senza aver contattato l’Amiu. Come da regolamento, per il trasgressore è scattata una multa da 300 euro.

Nell’ultima settimana – dall’8 al 15 ottobre – sono state complessivamente 230 le sanzioni sul conferimento dei rifiuti e degli ingombranti e sulla mancata raccolta delle deiezioni canine. In particolare 12 verbali riguardano altrettanti padroni di cani che non hanno raccolto le deiezioni, 15 multe sono state elevate ad operatori dei mercati rionali che hanno omesso di differenziare i rifiuti, 10 a titolari di macellerie e di pescherie privi di convenzione con le ditte incaricate della raccolta degli scarti di lavorazione e 11 a responsabili di attività commerciali che depositavano imballaggi di cartone in maniera disordinata senza prima averli ridotti e legati, come prescrive il regolamento. Le restanti sanzioni riguardano privati cittadini che non hanno rispettato gli orari di conferimento o non hanno differenziato i rifiuti.

“Nonostante siano ancora troppi i baresi che se ne infischiano delle regole della civile convivenza – ha detto l’assessore all’Ambiente del Comune di Bari, Pietro Petruzzelli – fortunatamente continua a crescere l’attenzione dei cittadini pronti a segnalare il ripetersi di comportamenti scorretti di alcuni ai danni dell’intera comunità. E questo vale sia per l’ultimo episodio in ordine di tempo, sia per alcune delle sanzioni ad attività commerciali che continuavano a depositare gli imballaggi in maniera scorretta. Questo significa che è cambiata la percezione del problema da parte dei baresi, che stanno comprendendo come non si tratti di una campagna vessatoria del Comune ma di una questione di interesse collettivo, affidata alla responsabilità e al senso civico di ciascuno”.

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