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San Nicola, Giancaspro a Petruzzelli: “Le telecamere si chiamano… Pietro”. Questione rimandata al 23 novembre

“Le telecamere si chiamano… Pietro! Le voglio indietro”. Con un po’ di fantasia, e seguendo il consiglio dettato dal vecchio adagio barese ‘meglio prenderla a ridere’, abbiamo provato a immaginare una telefonata tra Cosmo Giancaspro e l’assessore allo sport Petruzzelli, che di nome fa appunto Pietro, ricostruendo con un virgolettato la richiesta che il primo ha inviato al secondo, seppure per mezzo di un tribunale.

Ironia a parte, però, l’istanza presentata dal presidente della Fc Bari 1908 ai giudici è assolutamente reale ed è stata dibattuta questa mattina dai legali rappresentati della società e da quelli del Comune di Bari. Al centro della discussione c’è un elemento dell’inventario redatto ad agosto circa quanto presente all’interno dello stadio San Nicola: le telecamere di videosorveglianza.

Stando a quanto sostiene Giancaspro, in sostanza, l’impianto installato mesi fa è di sua proprietà e dunque vuole che gli venga riconsegnato il prima possibile. Stando a quanto sostiene il Comune, invece, quello dell’installazione delle telecamere di videosorveglianza era di fatto un atto dovuto: un bene strumentale, una condizione necessaria al fine dell’utilizzo dello stadio, un elemento inserito negli accordi di concessione e quindi parte integrante del San Nicola al pari, per fare un esempio, di una porta rotta e aggiustata dalla Fc Bari nel corso della sua gestione.

I difensori di Giancaspro, dopo l’opposizione dei legali del Comune, hanno chiesto più tempo per analizzare le carte e l’udienza è stata quindi rinviata a venerdì 23 novembre. Per quanto riguarda l’inventariato, quella relativa alle telecamere è l’unica questione rimasta in sospeso.

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