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Sanità Puglia, i precari delle Asl di Bari e Bat a Roma: “Costretti a rivolgerci al Ministero della Salute”

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Lo scorso 9 ottobre avevano manifestato per l’ennesima volta davanti alla presidenza della Regione Puglia, sul lungomare di Bari, chiedendo l’intervento di Michele Emiliano. Questa mattinata, poi, una loro delegazione si è recata a Roma, ed è stata ricevuta dalla Segreteria Tecnica del Ministero della Salute. Sono i precari della sanità: 330 infermieri, tecnici di radiologia e tecnici di laboratori delle Asl di Bari e Bat che dal 31 ottobre rischiano fortemente di andare a casa a causa del mancato rinnovo contrattuale.

La loro situazione, dicono, è disperata. “Attualmente la Regione Puglia ha espresso parere negativo alla proroga dei contratti in quanto vorrebbe eliminare il precariato nelle Asl – spiegano, in sintesi, i diretti interessati -. La conseguenza, però, non porterebbe ad un miglioramento contrattuale in rapporto indeterminato, come vorrebbe la legge Madia con la stabilizzazione, ma bensì ad un licenziamento”.

Questa mattina, quindi, il blitz romano. “All’attenzione del ministero è stata portata l’annosa questione che ad oggi si ritrovano a vivere tutti quegli infermieri che, pur non rientrando nella stabilizzazione del 31/12/2017 e non essendo vincitori di concorso, hanno maturato esperienza e professionalità e che, in virtù di ciò, potrebbero costituire il 50% del bacino di un prossimo concorso. Ciò sarebbe possibile se si desse loro la possibilità di maturare 36 mesi di esperienza lavorativa entro il 2020, limite temporale sancito dalla Legge Madia per l’eliminazione del fenomeno del precariato. Questa situazione, all’apparenza marginale, coinvolge nella realtà un’intera regione nella quale paradossalmente è stata registrata l’impossibilità di far fronte al fabbisogno di personale infermieristico attingendo alla sola graduatoria degli idonei del passato concorso”.

L’allarme lanciato dagli infermieri è rosso sangue. “L’attuale situazione, frutto di piante organiche non più aggiornate dal 2015, porterebbe, qualora non vi si ponesse rimedio, al collasso della sanità regionale – dicono i precari – e, cosa ancor più grave, comprometterebbe la garanzia della continuità assistenziale. Il Ministero stesso si è detto consapevole dell’incongruenza generata dal dover ricorrere a un concorso per reperire personale quando figure professionali già formate sono a disposizione e hanno già comprovata esperienza sul territorio”.

“Nella giornata odierna il Ministero si è fatto carico perciò di far luce sull’intricata situazione della sanità pugliese tanto più che gli sforzi dei lavoratori per farsi ascoltare dal presidente della Regione non avevano sortito alcun effetto: Emiliano, più volte interpellato, non ha mai dato ascolto alla delegazione rendendo perciò infruttuoso ogni tentativo di dialogo con i lavoratori – concludono – . Il Ministero, quindi, si è detto intenzionato a verificare le incongruenze, anche, qualora si rendesse necessario, interpellando altri organi di governo o la stessa Regione Puglia”. Il 31 ottobre, intanto, è alle porte.

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