Home Attualità Palagiustizia Bari, al via i processi: 110mila notifiche da rifare

Palagiustizia Bari, al via i processi: 110mila notifiche da rifare

Ammontano a circa 110mila le notifiche relative ai processi da rifissare presso il Tribunale di Bari, dopo il trasloco nell’ex sezione distaccata di Modugno a causa della inagibilità del Palagiustizia di via Nazariantz, ma oltre 16 mila sono già state fatte.

Il dato è stato fornito dal presidente del Tribunale di Bari, Domenico De Facendis, in occasione di una cerimonia di inaugurazione della sede di Modugno, dove da questa settimana sono ricominciati i processi ordinari, dopo tre mesi di sospensione, per complessivi 200 già celebrati.

“Essere qui oggi è il segnale che l’attività giudiziaria continua nonostante il disagio totale che stiamo vivendo, – ha detto De Facendis – dopo che dalla sera alla mattina ci siamo trovati nella condizione di sfrattati”. Il magistrato ha ricordato che “è comunque una soluzione provvisoria, visto che la giustizia a Bari, come dicono gli avvocati, è amministrata ancora in uno spezzatino fatto di sette diverse sedi”.

Un “segnale positivo dopo tanti di segno negativo” ha detto il giudice Marco Guida, presidente di sezione e responsabile nella sede di Modugno, il quale ha definito “un piccolo grande miracolo” avere una sede operativa e pronta dove “riprendere l’attività ordinaria”.

Il procuratore Giuseppe Volpe ha portato ai giudici e cancellieri “gli auguri della Procura”, ricordando il prossimo trasloco nella nuova sede del rione Poggiofranco ed evidenziando che “comunque vivremo condizioni di disagio anche lì, per spazi insufficienti” e auspicando che “si riapra il discorso relativo alla realizzazione del Polo della giustizia, unica vera soluzione definitiva per gli uffici giudiziari”. Il sindaco di Modugno, Nicola Magrone, ha definito l’utilizzo dell’immobile di Modugno, che è di proprietà comunale, “una soluzione nell’interesse pubblico, ma che non sia per sempre”.

Riceverai una mail per la validazione dell'iscrizione. Leggi la nostra guida alla privacy

Dì la tua! Commenta l'articolo