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‘L’economia della Puglia’, report Banca d’Italia: nel 2018 crescita a ritmo contenuto. Diminuiscono le esportazioni

Nei primi nove mesi del 2018 la crescita dell’economia in Puglia è proseguita ad un ritmo contenuto. È quanto emerge dall’aggiornamento congiunturale del documento ‘L’economia della Puglia’, redatto dalla sede di Bari della Banca d’Italia e presentato oggi alla stampa dal direttore della sede, Pietro Sambati, dal responsabile della divisione analisi e ricerca, Maurizio Lozzi, e dal ricercatore Vincenzo Mariani.

L’industria ha registrato un ulteriore aumento delle vendite ed in base ai dati dell’indagine, su un campione di 340 aziende, è emerso che il 39,4% delle imprese industriali ha incrementato il fatturato rispetto all’anno precedente. La crescita è stata prevalente soprattutto nel settore alimentare. Nel siderurgico le vendite, che riflettono in larga parte l’attività dell’Ilva di Taranto, sono risultate stazionarie. Nelle costruzioni sono emersi deboli segnali di crescita, attribuibili soprattutto all’andamento nell’area di Bari. Nel comparto delle opere pubbliche l’andamento della produzione ha beneficiato dei bandi per appalti pubblicati nel 2017, il cui valore è cresciuto di quasi 1/3 rispetto all’anno precedente. Quanto ai servizi si è registrato nel complesso un miglioramento ed il quadro congiunturale del terziario si è confermato moderatamente favorevole. Nel commercio si è verificata un’ulteriore flessione del numero di esercizi, più accentuata per la componente al dettaglio.

Positiva la dinamica del credito con i prestiti che sono aumentati alle famiglie ed alle imprese, facendo segnare nel primo semestre 2018 un incremento superiore rispetto a quello registrato nel Mezzogiorno ed in Italia. In controtendenza invece le esportazioni che, dopo l’aumento del 2017, sono diminuite del 3,8%. In crescita l’occupazione regionale con un aumento del 2,5% rispetto all’anno precedente a fronte di livelli occupazionali che, è stato infine sottolineato, rimangono tuttavia inferiori di circa 64mila unità rispetto al picco del 2008. Il tasso di occupazione è aumentato di oltre un punto al 45,3% e l’andamento complessivo dell’occupazione è stato sostenuto dai lavoratori dipendenti, cresciuti del 3,2%.

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