Home Attualità ‘Benny vive’, scritta sulla sede di Casapound. Porzia Petrone: “Pensate alla pace...

‘Benny vive’, scritta sulla sede di Casapound. Porzia Petrone: “Pensate alla pace e parlatevi”

È la sera del 28 novembre 1977. Benedetto Petrone, un giovane militante di sinistra viene aggredito e ucciso da una squadra fascista in piazza Prefettura. Viene individuato un solo responsabile, Pino Piccolo, in seguito morto suicida in carcere. Le altre 14 persone, inizialmente coinvolte nel processo, sono state assolte, o prosciolte dalle accuse. A distanza di più di quarant’anni Benedetto è diventato un simbolo e ogni anno una corona di fiori viene depositata sul luogo dell’accaduto, per non dimenticare che la politica non deve in alcun modo trasformarsi in violenza. Il clima di quegli anni oggi si affaccia tristemente sulla scena, è stato raccontato in un volume a cura di Francesco Altamura, Annabella De Robertis e Lucio Nicola Fiore, e pubblicato da Edizioni del Sud.

Un ricordo che serve ancora di più oggi anche a Bari, dove lo scontro politico si è acceso ancora di più negli ultimi mesi, con l’aggressione nei confronti di alcuni manifestanti di sinistra al quartiere Libertà e le scritte apparse questi giorni sulla saracinesca della sede dell’organizzazione di estrema destra Casapound, recanti proprio il nome di Benedetto Petrone. “Il suo deve essere un volto di pace”, ha spiegato sua sorella Porzia al termine delle commemorazioni.

Riceverai una mail per la validazione dell'iscrizione. Leggi la nostra guida alla privacy

Dì la tua! Commenta l'articolo