Home Attualità Bari, manifestano per Benny Petrone su percorso non autorizzato: tre denunce

Bari, manifestano per Benny Petrone su percorso non autorizzato: tre denunce

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Tre militanti del centro sociale “Ex Caserma Liberata” di Bari sono stati segnalati per violazione del decreto sicurezza, approvato ieri dalla Camera, alla sua prima applicazione nel capoluogo pugliese, per un corteo antifascista non autorizzato in alcune strade della città. Lo rende noto la Digos della Questura di Bari.

Nell’ambito delle manifestazioni organizzate per ricordare l’uccisione di Benedetto Petrone avvenuta il 28 novembre 1977, il 18enne comunista vittima di una aggressione fascista, si è dapprima svolto un corteo organizzato dai “Collettivi Antifascisti Baresi” che ha percorso numerose vie di Bari, compresa la città vecchia fino a Piazza Ferrarese, luogo in cui avrebbe dovuto concludersi. Una cinquantina circa di manifestanti, “benché diffidati dai funzionari di Polizia in servizio sul posto, – spiegano gli investigatori in una nota – hanno inscenato un nuovo corteo non autorizzato” che, partendo proprio da Piazza Ferrarese, ha percorso Corso Cavour e altre vie centrali della città fino a giungere in corso via Giulio Petroni, sede del centro sociale “Ex Caserma Liberata”.

“L’iniziativa, – dice la Polizia – oltre a mettere in grave pericolo l’incolumità fisica degli stessi partecipanti al corteo che hanno percorso strade centrali e trafficate senza che fosse stato possibile predisporre un adeguato servizio di viabilità, ha causato gravi disagi alla circolazione delle auto private e dei mezzi di trasporto pubblici determinati da blocchi stradali che hanno ostacolato ed ostruito alcune strade”. Per questo tre persone, ritenute promotori dell’iniziativa, sono stati segnalati all’autorità giudiziaria e convocati in Questura per oggi pomeriggio, per inosservanza dell’art. 18 del Tulps, per non aver dato preavviso all’Autorità di Pubblica Sicurezza dell’iniziativa, e per la violazione dell’art. 1 del D.L. 66/48, così come modificato dall’art. 23 del D.L. 113/18, il “decreto sicurezza”, per aver ostacolato la libera circolazione ostruendo alcune strade.

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