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Bari, caso commissioni consiliari su La7. Decaro: “Il fango torna in faccia a chi lo mette nei ventilatori per professione”

Il sindaco di Bari, Antonio Decaro, risponde su Facebook alle richieste di chiarimenti sul caso commissioni consiliari affrontato ieri sera durante la trasmissione ‘Non è l’Arena’ in onda su La7. Il programma condotto da Massimo Giletti ha ospitato in studio la consigliera d’opposizione Irma Melini, candidata a sindaco alle prossime elezioni amministrative del 2019, e con lei si è discusso dell’elevato numero di commissioni organizzate a Palazzo di Città e di alcuni casi particolari che hanno visto al centro di riunioni specifiche, come ad esempio quelle dedicate alla Cultura, al Decentramento o alle Pari opportunità, argomenti che poco avrebbero a che fare con le stesse: “commissioni a peso d’oro”, hanno scritto sul led wall dello studio televisivo, il cui costo, dettato dai gettoni di presenza destinato ai consiglieri, ricadrebbe inevitabilmente sulle tasche dei cittadini.

“Ricevo da ieri messaggi di cittadini indignati per i contenuti di una trasmissione televisiva in cui si denunciavano eccessi e sprechi delle commissioni consiliari del Comune di Bari – scrive Decaro su Facebook -. E ovviamente mi sento chiamato in causa, perché qualunque sia il problema in città, la colpa è sempre mia (ne abbiamo scherzato spesso, anche su questa bacheca). Questa volta, però, in modo serio, vorrei provare a spiegare a tutti, compresi alcuni consiglieri comunali che sembrano inspiegabilmente far finta di non esserne al corrente, che è il Testo Unico per gli Enti Locali a regolare i meccanismi e gli emolumenti delle commissioni, non il sindaco. E che le stesse commissioni sono del tutto autonome rispetto al sindaco, poiché sono organi il cui compito è anche quello di controllare l’operato di sindaco e giunta”.

“Se fosse il sindaco a decidere modalità e compensi delle commissioni – spiega Decaro -, saremmo di fronte al paradosso di un controllato che impone le sue regole al suo controllore. Sarebbe come se un calciatore potesse decidere come e quando debba fischiare un arbitro. Sarebbe come se un indagato potesse imporre le sue regole a un giudice e decidere quanto pagarlo. Aggiungo altre due piccole cose. La prima: tutti i consiglieri, di tutti i partiti, partecipano, e in modo massiccio, a queste commissioni. I dati sono trasparenti e consultabili. La seconda: per quanto mi compete, ho rinunciato al vitalizio regionale e a quello parlamentare e non ricevo alcun emolumento come sindaco della città metropolitana, come presidente di un teatro lirico e come presidente dell’Anci. E dal primo giorno del mio insediamento ho imposto a tutti gli assessori della mia giunta di rinunciare ad auto, computer e telefono di servizio”.

“Capisco che qualcuno sia alla disperata ricerca di visibilità nella imminenza della campagna elettorale – conclude Decaro -, ma consiglio più sobrietà, meno demagogia e soprattutto più aderenza alla verità. Poiché il fango, come ci insegna la storia recentissima di questo Paese, torna spesso in faccia a chi per professione lo mette nei ventilatori”.

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