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Università di Bari, inaugurazione anno accademico. Bussetti ai giovani studenti: “Non arrendetevi”

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“Dobbiamo avere cura dei nostri ragazzi e tornare a dare loro una speranza di futuro concreta, riaprire la possibilità di progettare la propria vita”. Lo ha detto il ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Marco Bussetti, in un videomessaggio proiettato durante la cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico dell’Università Aldo Moro di Bari. Bussetti, che ieri era a Bari, era stato annunciato alla cerimonia ma per improvvisi e urgenti impegni istituzionali è dovuto tornare a Roma.

“Il disorientamento è il sentimento predominante nelle nuove generazioni. Il disagio giovanile che sperimentiamo – ha detto Bussetti – è il risultato di una crisi sociale e culturale. Voi giovani dovete inventare il vostro futuro, è tutto nelle vostre mani, non arrendetevi. Compito delle istituzioni è quello di starvi vicino, aprirvi la strada. Questo è la nostra responsabilità di uomini di governo”.

“L’Italia – ha continuato il ministro – deve tornare ad essere attraente per i suoi giovani. Chi va all’estero per studiare o fare esperienza lavorativa deve poter tornare a casa. L’Italia si sta impoverendo e questo non è più accettabile. È nelle Università che si crea la classe dirigente del domani, si crea il benessere della nostra nazione. Si è creata una frattura tra istituzioni e società che è nostro dovere colmare. Dalla rinascita dell’Università parte il rinnovamento dell’Europa e del suo sogno, una nuova Europa fondata su lavoro, dignità, rispetto delle differenze tra i paesi, un’Europa di nuovo potenza globale, unita nella diversità”.

Usando la metafora del faro, simbolo dell’Ateneo barese che il ministro ha definito “un’eccellenza nel panorama universitario italiano”, ricordando che l’ultimo rapporto Censis 2018 lo posiziona al primo posto tra gli atenei del Sud e sesto in Italia, Bussetti ha parlato di Università come “luce che guida verso il futuro”.

“Se le risorse non aumentano, l’università, e più in generale il sistema dell’istruzione e della formazione, resta indietro rispetto a quello europeo – ha detto il rettore Antonio Uricchio, a margine della cerimonia -. L’Università italiana nel suo complesso ha un quarto delle risorse assegnate alle università tedesche e quindi competere in un contesto internazionale non è facile in un momento in cui le risorse sono complessivamente esigue. Credo che, al di là dei criteri di distribuzione, dobbiamo guardare a un incremento complessivo delle risorse. Il ministro si è impegnato a un piccolo incremento – ha concluso il rettore – che ci auguriamo possa essere più cospicuo per il prossimo futuro”.

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