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Qualità della vita, Bari 77esima città italiana nella classifica de “Il Sole 24 Ore”: guadagnate 9 posizioni rispetto al 2017

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È Milano la provincia d’Italia dove si vive meglio. A stabilirlo è la tradizionale classifica redatta dal Sole 24 Ore, giunta quest’anno alla sua 29esima edizione. Al secondo posto c’è Bolzano, in risalita dalla quarta posizione del 2017, e al terzo Aosta, in discesa di un posto rispetto allo scorso anno.

Bari, 86esima nella classifica del 2017, guadagna 9 posizioni e si piazza al 77esimo posto dietro Sassari e davanti a Matera. Nel 2016, invece, il capoluogo pugliese si era classificato 85esimo. Netta, quindi, la differenza con la classifica redatta circa un mese fa da Italia Oggi in collaborazione con l’Università La Sapienza di Roma: quella graduatoria, infatti, vedeva Bari al 103esimo posto mentre sul podio posizionava Bolzano, Trento e Belluno.

La classifica generale compilata dal Sole 24 Ore rappresenta la media tra 6 classifiche di settore curate sempre dal più noto quotidiano economico-finanziario italiano. Quelle relative a: ricchezza e consumi, affari e lavoro, ambiente e servizi, demografia e società, giustizia e sicurezza, cultura e tempo libero. Ognuna delle classifiche, al suo interno, è composta da sette indicatori specifici.

Bollino nero su Bari per quanto riguarda giustizia e sicurezza, comparto in cui la città è posizionata al posto 102 su 107: 98esima nell’indicatore rapine e addirittura penultima, meglio solo della BAT, per quanto concerne i furti d’auto. Il piazzamento migliore, invece, riguarda la classifica relativa a demografia e società, in cui Bari è 46esima pur non rientrando nella ‘top ten’ di alcun indicatore specifico.

“Grande risultato? No, bando alle banalità – commenta il sindaco Decaro -. Approfitto di questo dato positivo per dire chiaro e tondo, una volta per tutte, a giornalisti, cittadini, sostenitori e detrattori quello che penso.Queste classifiche sono tarate su base provinciale. Quindi l’operato di un sindaco “virtuoso” potrebbe essere del tutto annullato dall’operato di un sindaco “incapace” della stessa provincia. Gran parte degli indicatori utilizzati da queste classifiche, poi, hanno pochissimo a che vedere con l’azione di un sindaco e della sua giunta come per esempio i tempi della giustizia. Queste classifiche, infine, non tengono conto di alcuni indicatori che invece io ritengo fondamentali per calcolare la qualità della vita di una territorio. Come il senso di comunità, per esempio”.

“Non voglio mettere in dubbio il valore di queste statistiche – conclude Decaro -. Ma è ora di finirla di farne un uso distorto, per scopi elettorali e propagandistici. Anche quando ci premiano, come in questo caso”.

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