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“Non ho messo il grattino per motivi di salute”, Tribunale dà ragione al Comune di Bari: per l’automobilista multa e spese legali

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Il grattino si paga in qualsiasi caso. In alternativa, si paga la multa. Lo ha stabilito la terza sezione del Tribunale civile di Bari che ha condannato una donna a pagare il verbale contestato, più tutte le spese legali.

La signora era stata sanzionata alle 13.50 del 5 agosto del 2013 perché la sua auto, una Fiat Panda, sostava nei pressi del civico 96 di via Calefati, in una zona a pagamento ZSR, senza alcun titolo autorizzatorio. Una volta notificato il verbale, qualche mese dopo, la donna ne aveva chiesto l’annullamento per motivi di salute: “severi episodi di epistassi con difficoltà respiratoria – si legge nella sentenza del giudice – connessa a patologia respiratoria come da certificato annesso”.

In un primo momento la controversia con il Comune, nel 2015 davanti al giudice di pace, si risolveva in favore dell’automobilista ma l’iter giudiziario della contesa, come appreso dalla sentenza pubblicata nella giornata di ieri, alla fine ha dato ragione all’appello proposto da Palazzo di Città:”il certificato medico prodotto dall’opponente a giustificazione della propria condotta – si legge nelle motivazioni della sentenza – non certifica alcuno stato di necessità di salvare la persona dal pericolo attuale di un danno grave attesa la malattia certificata”.

La donna, quindi, dovrà pagare la determinazione dell’importo della sanzione “che appare congruo fissare nel valore di euro 82 pari al doppio del minimo”, dice il giudice. In più, ci sono le spese vive sostenute dall’avvocato del Comune, pari a 105 euro, il suo onorario di 400 euro, “oltre rimborso spese generali, IVA e CAP come per legge”.

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