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Xylella, Coldiretti Puglia: “L’ulivo infetto a Monopoli verrà ‘incappucciato’. C’è l’okay della Procura”

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Domani, giovedì 14 febbraio alle ore 10.30, l’ormai famoso ulivo di Monopoli infetto da Xylella Fastidiosa sarà coperto con la rete antinsetto. Ad annunciarlo è Coldiretti Puglia che dà appuntamento ai propri agricoltori al civico 576 di contrada Caramanna dove, sotto la vigilanza dei carabinieri Forestali di Monopoli e su mandato della Procura di Bari, si procederà con l’incappucciamento dell’albero.

“In realtà l’ulivo infetto, essendo ‘corpo del reato’, per le disposizioni date dal magistrato inquirente non va neppure sfiorato – spiega il presidente di Coldiretti Puglia, Savino Muraglia – Per cui sarà costruita una vera e propria struttura in tubi in acciaio che consentirà di posare la rete antinsetto ad una distanza di circa 60 centimetri dall’albero stesso”.

I campionamenti sull’albero in contrada Caramanna sono stati effettuati lo scorso 6 dicembre, rivela Coldiretti Puglia, e il 19 dicembre il laboratorio dello CIHEAM – IAMB ha trasmesso al CNR e al Dipartimento di Scienze del Suolo e delle Piante dell’Università di Bari i saggi di conferma delle analisi effettuate il 17 dicembre.

“Non conosciamo i tempi del sequestro probatorio disposto il 12 gennaio scorso che ha bloccato l’espianto già programmato per il 14 gennaio – aggiunge il presidente Muraglia – e nemmeno quelli dell’attività investigativa della Procura di Bari. Per questo motivo, abbiamo chiesto di incappucciare l’albero: oggi la sputacchina non c’è ma le forme giovanili inizieranno a presentarsi a breve e così, al primo apparire degli insetti, non ci sarà alcuna fonte di inoculo perché l’ulivo infetto sarà coperto”.

“È indispensabile interrompere qualsiasi forma di contagio degli ulivi nell’area di Monopoli – continua Muraglia -. Noi agricoltori, a differenza dei negazionisti che continuano a trovare spazio e credito in un contesto di confusione opportunistica, abbiamo già pagato. Un esempio è rappresentato dallo scempio che si è già perpetrato ad Oria e Francavilla, dove per non abbattere 47 ulivi malati, con espianti bloccati dai ricorsi al TAR, hanno fatto morire 3100 alberi e consentito al vettore di continuare ad infettare migliaia di esemplari anche monumentali”.

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