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Monopoli, accoltellò ripetutamente la moglie e ferì la figlia: chiesti 20 anni di carcere per un 44enne

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La Procura di Bari ha chiesto la condanna a 20 anni di reclusione per un 44enne di Monopoli imputato per due tentati omicidi aggravati della moglie 36enne, aggredita violentemente con coltelli e un matterello alla presenza della figlia di 7 anni, per il sequestro di persona della bambina, per maltrattamenti e violenza sessuale nei confronti della moglie e lesioni personali alla figlia.

I fatti contestati risalgono al 2017. Il processo si celebra con il rito abbreviato dinanzi al gup del Tribunale di Bari Giovanni Anglana. Il difensore, l’avvocato Filippo Castellaneta, ha chiesto l’assoluzione per alcune imputazioni e, per un tentato omicidio, la derubricazione in lesioni. La sentenza è prevista per il prossimo 7 marzo nell’aula ‘bunker’ di Bitonto.

Stando alla denuncia della donna e alle indagini della Polizia, coordinate dal pm Simona Filoni, il 44enne avrebbe iniziato a picchiare e ad aggredire sessualmente la moglie nella primavera del 2017, minacciandola di morte (“ora ti devo andare a buttare a mare”), tentando di strangolarla più volte e, in una occasione, lasciandola chiusa in casa con la figlia minorenne per tre giorni senza cibo, telefono, documenti e farmaci salvavita. Un giorno di ottobre, dopo averla chiusa in auto, le avrebbe infilato una busta di plastica in testa per soffocarla.

I comportamenti violenti, che avrebbe provocato alla donna e alla bambina “un costante regime di vita doloroso” facendole “vivere in uno stato di paura e terrore”, sarebbero culminati il 15 novembre 2017. Quel giorno l’uomo avrebbe ripetutamente accoltellato la moglie, colpendola anche con una stampella, una stufa elettrica, con un matterello, con una bottiglia di vetro e poi a mani nude con pugni, schiaffi e calci, tentando di strangolarla con “rabbia cieca e incontenibile” e ferendo anche la bambina che tentava di difendere la madre dopo averle strappato i capelli nel tentativo di allontanarla. La donna sarebbe riuscita a fuggire e chiedere aiuto, mentre il marito si sarebbe barricato in casa con la figlia fino all’arrivo degli agenti che sfondarono la porta, soccorsero la bambina e arrestarono l’uomo, tuttora detenuto in carcere.

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