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Bari, aumentano i casi di disagio minorile: in un anno avviati 192 procedimenti

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Il disagio minorile a Bari è aumentato nell’ultimo anno, con 192 procedimenti civili avviati dalla Procura per i Minorenni nel 2018. “Un dato in incremento ci fa comprendere quanto sia diffuso il malessere che pervade gli strati più giovani della popolazione” ha detto il procuratore minorile di Bari, Ferruccio De Salvatore, a margine della firma del protocollo d’intesa siglato oggi con il Tribunale per i Minorenni e il Comune di Bari.

Il protocollo è “finalizzato ad offrire all’azione degli Uffici giudiziari minorili – si legge nel testo dell’intesa – il necessario apporto in termini di conoscenza dei servizi che renda più efficace e incisiva l’azione di presa in carico e di attivazione del percorso di tutela adeguato per ciascun minore”.

Le principali situazioni di disagio riguardano “incapacità educativa dei genitori, conflittualità familiare o irregolarità della loro condotta, quindi – ha spiegato il procuratore – anche il rifiuto delle regole da parte dei più giovani e molto spesso l’uso personale di sostanze stupefacenti”. “Per questo – ha aggiunto De Salvatore – il protocollo odierno ha una notevole importanza, proprio nell’ottica di una collaborazione istituzionale finalizzata a una gestione più razionale, efficace ed efficiente della rete dei servizi e, quindi, ad azioni di contenimento e prevenzione del disagio minorile”. “Questa è la base irretrattabile su cui il territorio di Bari opererà d’ora in avanti, al di là delle amministrazioni che si succederanno” ha detto il presidente del Tribunale per i Minorenni, Riccardo Greco, evidenziando che “in tempi in cui il welfare trova arretramento in molti luoghi italiani, aver ideato un’intesa che impegni l’amministrazione, e quindi le risorse, è un esempio virtuoso di solidarietà per tante altre amministrazioni comunali”.

“Per noi è un passo importante – ha dichiarato l’assessore comunale al Welfare, Francesca Bottalico – perché è un percorso che avvicina il sistema giudiziario al sistema dei servizi territoriali”, dall’affido familiare alla ‘Casa delle bambine e dei bambini’, dai centri diurni alle case rifugio per le vittime di violenza e di tratta, dal progetto ‘Famiglie senza confini’ al nuovo servizio che partirà nelle prossime settimane di contrasto alla devianza minorile, gli educatori di prossimità. Per l’assessore questo accordo “permetterà nei momenti in cui bisogna intervenire con un provvedimento da parte dei giudici, di prevedere un percorso adeguato ed efficace sui minori, mettendo al centro le loro storie, le loro criticità e la storia delle loro famiglie”.

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