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Norman Atlantic, tra le parti civili c’è anche l’Autorità Portuale. Patroni Griffi: “Giusto riconoscere danno a porto e città”

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L’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale è stata ammessa come parte civile nel procedimento a carico di persone fisiche per il naufragio della motonave Norman Atlantic, avvenuto nella notte tra il 27 e il 28 dicembre 2014, che causò la morte di 31 persone e il ferimento di altri 64 passeggeri.

Il giudice per le udienze preliminari presso il Tribunale di Bari, quindi, ha accolto la tesi dell’avvocato Nicola Favia, che ha esposto il grave nocumento ricevuto dal porto di Bari riscontrabile attraverso dati statistici incontrovertibili riferiti ai traffici portuali.

“Dati alla mano – ha spiegato il presidente Ugo Patroni Griffi -, abbiamo riscontrato che la permanenza del relitto presso la banchina 12 ha provocato un calo del 38% del traffico crocieristico, con un notevole riverbero negativo per l’economia del territorio. Da quando abbiamo spostato la motonave, e ancora non è trascorso un anno, si evidenzia già una netta ripresa, il molo è tornato nella sua piena operatività. È giusto che il danno arrecato sia riconosciuto al porto e alla città”.

Il relitto della nave, in regime di sequestro, dal 14 febbraio 2015 ha praticamente bloccato la banchina numero 12 del porto di Bari, molo operativo e nevralgico per i traffici portuali, fino al 5 giugno dello scorso anno, quando l’autorità Portuale ottenne la possibilità di spostare la motonave Norman alla banchina numero 30, meno operativa, ormeggiandola in sicurezza.

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