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Fridays For Future, anche Bari in piazza per il clima. Gli studenti: “Scuole e università devono essere in prima linea”

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Dopo la prima manifestazione dello scorso 15 marzo, anche questa mattina migliaia di persone sono scese in piazza a Bari in occasione del secondo sciopero mondiale per il clima di Fridays For Future. Alla manifestazione, tra gli altri, hanno aderito anche i ragazzi di Zona Franka, Unione degli Studenti Bari e Link Bari.

“La scelta dello sciopero come forma di protesta contro il cambiamento climatico ci dice una cosa molto importante: le politiche ambientali hanno strettamente a che fare con il sistema economico e di produzione, passano e si radicano già nei nostri luoghi di formazione, scuole e università – dice Carolina Velati, coordinatrice della Rete della Conoscenza Bari – Zona Franka -. La nostra città ha tantissimo da difendere in ambito ambientale: in tanti anni, i cittadini e le cittadine hanno sempre preso posizione, come ad esempio per Punta Perotti, per l’ex Fibronit o la Caserma Rossani, tutti spazi dei quali è stata chiesta la riqualificazione e restituzione alla comunità. Ora che siamo in una fase di enorme crescita turistica come certifica la recente nomina su Lonely Planet, l’amministrazione, gli imprenditori e i singoli cittadini dovranno avere il doppio dell’attenzione, per fare sì che i flussi turistici siano sostenibili per l’ambiente della città, tutelando il patrimonio naturale urbano e la salute di tutte e tutti”.

“Ciò che si insegna e ciò che si ricerca all’interno dei nostri atenei deve essere in grado di mettere in discussione le scelte politiche passate e attuali e pensare una società differente, slegandosi da qualsiasi logica di profitto e sfruttamento – aggiunge Piercarlo Melchiorre, coordinatore di Link Bari -. Già nei mesi scorsi abbiamo costruito un appello a docenti e ricercatori per sostenerci e portare avanti con noi questa lotta attraverso lo strumento della conoscenza. Sicuramente porremo questo interrogativo anche alle future amministrazioni degli atenei baresi”.

“In questi mesi noi studenti e studentesse ci stiamo riprendendo la scena – concludono i ragazzi e le ragazze dell’Unione degli Studenti Bari – . Non crediamo si possa invertire la spirale negativa senza cambiare le nostre scuole, il modo in cui si studia, e senza garantire un accesso incondizionato all’istruzione e alla cultura”.

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