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Mercatone Uno, sentenza del Tribunale di Milano: è fallimento. Chiusi i punti vendita di Bari e Terlizzi

Foto di Alessandro Petrillo
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“Questo è il paese in cui si può scoprire di aver perso il lavoro e che la propria azienda è fallita con un sms ricevuto all’una meno un quarto di notte”. Così, in una nota congiunta, il segretario generale della Cgil Puglia, Pino Gesmundo, e la segretaria generale della Filcams Cgil regionale, Barbara Neglia, sulla questione Mercatone Uno. A dichiarare il fallimento dell’azienda, nella giornata di ieri, è stato il Tribunale di Milano ed a quanto pare i lavoratori avrebbero ricevuto la notizia tramite un sms sui cellulari in cui venivano invitati a presentarsi stamattina nei punti vendita per ritirare i propri effetti personali.

In Italia i dipendenti dislocati nei negozi Mercatone Uno erano 1800, 259 nei punti vendita della Puglia: tra questi anche Bari e Terlizzi. In mattinata nella sede barese di viale Lorenzo Larocca, presso il Barimax Shopping Village, si sono ritrovati lavoratori e sindacati che, il prossimo 30 maggio, avrebbero dovuto discutere la questione nel corso di uno specifico tavolo di crisi convocato al Ministero dello Sviluppo economico.

L’accordo di vendita del marchio Mercatone Uno alla Shernon Holding Srl, trovato e reclamizzato lo scorso luglio, sembrava aver chiuso in modo positivo la vicenda. Dieci mesi dopo, invece, è arrivata la notifica del fallimento.

“È incredibile ritrovarsi dopo così poco tempo senza una prospettiva – dice Neglia -. È inaccettabile che gli organi di vigilanza del Ministero dello Sviluppo Economico, che appena la scorsa estate avevano permesso l’acquisto da parte della nuova società di quel che rimaneva di Mercatone Uno, non abbiano verificato la sostenibilità aziendale degli acquirenti. C’è già una convocazione presso la task force regionale per il 28 mattina e il 30 presso il Mise: chiediamo anche al presidente Emiliano e alle Prefetture di attivarsi. L’operazione di passaggio era sembrata opaca fin dall’inizio. Non è accettabile che si operi in questo modo, che si giochi con le vite delle persone che dalla sera alla mattina scoprono di non avere più un lavoro e che la società per la quale erano assunti è fallita. Ora ci aspettiamo risposte concrete a tutela dei redditi e del lavoro. A tutti i dipendenti va la nostra solidità e vicinanza: non saranno certo soli in questa vertenza”.

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