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Bari, due angeli in rilievo e una data: 16 aprile 1811. Sorpresa all’interno della cisterna rinvenuta in piazza a Ceglie

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Questa mattina l’assessore ai Lavori pubblici, Giuseppe Galasso, accompagnato dal soprintendente all’Archeologia, belle arti e paesaggio per la Città Metropolitana di Bari, Luigi La Rocca e dal funzionario archeologo della stessa Soprintendenza, Francesca Radina, ha effettuato un nuovo sopralluogo sul cantiere per la riqualificazione di piazza Diaz, a Ceglie del Campo, nel cui sottosuolo è stata ritrovata un’antica cisterna.

Grazie a un’impalcatura allestita ad hoc i partecipanti sono scesi all’interno della cisterna, il cui pavimento è situato a circa sette metri rispetto al piano di campagna superiore. L’ambiente, tipico di queste particolari opere idrauliche, si presenta parzialmente rivestito da un intonaco stagno. L’unica presenza visibile sulle pareti è un rilievo raffigurante due angeli, uno nudo e l’altro vestito, che reggono un’iscrizione che riporta la data di realizzazione dell’opera – 16 aprile 1811 – unitamente ai nomi di Giustiniani e Pancotto – susseguitisi alla carica di sindaco negli anni successivi al restauro della cisterna, datato al 1857/58 -, e di due muratori impegnati nei lavori.

La circostanza che l’iscrizione utilizzi alcune lettere al contrario (N, D, P) è riconducibile all’appartenenza sia di Giustiniani sia di Pancotto ad una confraternita della Carboneria dal nome “La Costanza”. La volta della struttura, eccezion fatta per l’apertura che ha consentito di introdursi nella cisterna, si trova in buono stato di conservazione. Nel giro di una settimana la Soprintendenza formalizzerà al Comune le prescrizioni alle quali attenersi per procedere con l’intervento di riqualificazione della piazza.

“L’idea di massima, che sarà comunque modulata alla luce delle indicazioni che ci arriveranno dalla Soprintendenza, è quella di realizzare un calco del rilievo esistente da riprodurre in superficie accanto ad un totem informativo che racconti la storia e il significato di questo ritrovamento – commenta Galasso -. Quanto all’apertura nella volta della cisterna, contiamo di poterla salvaguardare per consentirne l’accesso in futuro ipotizzando uno svuotamento del materiale accumulato nel tempo e una valorizzazione del sito a seguito del recupero degli ambienti sottostanti. Il cantiere, ad ogni modo, potrà proseguire con un lieve allungamento dei tempi inizialmente previsti per accogliere le indicazioni della Soprintendenza e prevedere le necessarie variazioni di progetto”.

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