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Infanzia, arriva in Puglia il progetto “Rete antiabuso”: sessanta pediatri a incontri di formazione

Partita oggi la due giorni in cui i pediatri pugliesi riceveranno, da colleghi già formati sul tema, strumenti clinici e giuridici per riconoscere e intercettare segnali delle violenze sui bambini.

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Fa tappa a Bari la formazione medica per la rete di pediatri contro abusi, violenze e maltrattamenti sui minori. Due giorni, oggi e domani, in cui circa 60 pediatri pugliesi riceveranno da colleghi trainers già precedentemente formati sul tema, strumenti clinici e giuridici per riconoscere e intercettare i segnali delle violenze sui bambini.

Il progetto della rete antiabuso è sostenuto con un investimento di un milione di euro dalla farmaceutica Menarini ed ha lo scopo di creare su tutto il territorio nazionale 15mila medici sentinella, capaci di cogliere e individuare casi di maltrattamenti, violenze e abusi sui minori.

Le sofferenze restano spesso coperte dal silenzio ed è per questo che Menarini, Telefono Azzurro, la Società Italiana di Pediatria, la Federazione Italiana Medici Pediatri e l’Associazione Ospedali Pediatrici Italiani si sono impegnate per la creazione su tutto il territorio nazionale di una rete antiabuso: dopo le giornate già tenutesi a Roma, Firenze, Palermo, Foggia e Bolzano, ecco dunque quelle di Bari.

In programma gli interventi di numerosi relatori impegnati sul territorio pugliese tra cui Riccardo Greco, presidente del Tribunale per i minorenni di Bari, Rosy Paparella, Garante dei diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza della Regione Puglia, Maria Grazia Foschino per il Progetto Giada dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Policlinico Giovanni XXIII di Bari.

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