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Maturità, ecco le tracce. Decaro agli studenti: “Gli esami finiscono ma la voglia di imparare non deve finire mai”

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Al via questa mattina, con la prova di Italiano, gli Esami di Maturità per oltre 520mila studenti: di questi, circa 38mila sono pugliesi. Tra le novità di quest’anno, caratterizzato dalla riforma, l’assenza del tema storico e del saggio breve. La prova di italiano della nuova maturità, quindi, prevede due tracce di tipologia ‘analisi del testo’, tre tracce di ‘testo argomentativo’ e due tracce di tema ‘attualità’.

Per quanto concerne l’analisi del testo, il MIUR ha proposto agli studenti ‘Il porto sicuro’ di Giuseppe Ungaretti e ‘Il giorno della civetta’ di Leonardo Sciascia. Nell’ambito del testo argomentativo, la prima traccia parte da un testo tratto da Tommaso Montanari, “Istruzioni per il futuro. Il patrimonio culturale e la democrazia che verrà”, sul valore del patrimonio culturale. La seconda parte da un testo tratto da Steven Sloman – Philip Fernbach “L’illusione della conoscenza”. La terza da un brano tratto dall’introduzione di Corrado Stajano, giornalista e scrittore, alla raccolta di saggi “La cultura italiana del Novecento”. Per quanto concerne l’attualità, infine, la prima traccia parte da un testo tratto dal discorso del prefetto Dottor Luigi Viana, in occasione delle celebrazioni del trentennale dall’uccisione del Prefetto Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, di Emanuela Setti Carraro e dell’agente Domenico Russo. La seconda traccia su sport e storia parte dall’articolo del giornalista Cristiano Gatti pubblicato su Il Giornale, che parla della vittoria al Tour de France di Gino Bartali nel 1948, avvenuta in un momento di forte tensione dopo l’attentato a Togliatti.

In prima mattinata, su Facebook, il sindaco Antonio Decaro ha voluto consegnare agli studenti baresi il proprio personale pensiero sulla Maturità. “Mi perdonerà il maestro Eduardo De Filippo – scrive Decaro -se prenderò in prestito il titolo di una sua commedia per dire a tutti i maturandi: “Coraggio, ragazzi e ragazze, non è vero che non finiscono mai! Tra qualche giorno gli esami, comunque vada, saranno finiti, e comincerà l’estate più bella della vostra vita”. Ma nel farvi il mio in bocca al lupo, vorrei aggiungere, senza retorica, che se è vero che gli esami finiscono quello che non deve finire mai è la vostra voglia di imparare. E imparare non vuol dire memorizzare nozioni sui libri per passare un esame. Imparare significa non accontentarsi delle spiegazioni semplici, l’arma più potente in mano a chi vi vorrebbe per sempre sottomessi e ubbidienti”.

“Imparare significa essere curiosi – continua Decaro -, approfondire, studiare, perché il successo costruito sull’ignoranza è come un grattacielo con le fondamenta di sabbia, improvvisamente viene giù e restano solo macerie. Se non avessi imparato, se non avessi studiato, mi sarei fermato tutte le volte che mi hanno detto “non si può fare”. Mi sarei arreso tutte le volte che mi hanno detto “tu qui non c’entri niente”. Imparare, studiare, essere curiosi, approfondire. Questo è il corso di difesa personale più importante della nostra vita. L’ignoranza è una strisciante, silenziosa schiavitù. Chi conosce, chi impara, chi studia, sarà libero, sempre”.

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