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Bullismo per le strade di Torre a Mare, genitori e istituzioni in piazza per discutere le soluzioni

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I genitori in cerchio al centro della piazza. L’appuntamento fissato dal parroco di quartiere attraverso un messaggio WhatsApp. E’ così che la comunità di Torre a Mare prova a dare una risposta ai diversi episodi di microviolenza avvenuti sul quartiere. Protagonisti soprattutto minori, bulli, come spesso si usa dare un nome alla parte attiva di certi fenomeni, più semplicemente ragazzi normali vittime essi stessi delle loro bravate. C’è una lunga lista di episodi ripetutesi in questi mesi, dagli animali colpiti a sassate con una fionda, ai vetri delle auto in sosta danneggiati in serie, arrivando a uno degli ultimi episodi, un ragazzino picchiato proprio a pochi passi dalla Torre pelosa. Sono le mamme e i papà, preoccupati per quanto sta avvenendo a raccontare i fatti, a proporre soluzioni e in alcuni casi anche a fare mea culpa per aver troppo spesso demandato l’intrattenimento e poi l’educazione dei propri piccoli alla luce a led degli smartphone.

A rispondere all’appello, per quello che sia chiaro è un problema di una generazione e non di un quartiere o di una città, sono state anche le istituzioni. L’assessore comunale alle politiche giovanili Paola Romano, il Presidente del Municipio Lorenzo Leonetti e tanti consiglieri erano a Torre a Mare. Mentre l’assessore al welfare Francesca Bottalico ha già offerto la disponibilità del gruppo degli educatori di strada. Tutti hanno risposto alla chiamata di Don Fabio Carbonara, che si è fatto aggregatore attorno alla Chiesa di san Nicola e alle attività della sua Parrocchia del desiderio di reagire di una bella comunità come quella di Torre a Mare.

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