Home Attualità Bari, braccianti in Basilica. L’arcivescovo Cacucci: “Noi in difesa della dignità umana”

Bari, braccianti in Basilica. L’arcivescovo Cacucci: “Noi in difesa della dignità umana”

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L’arcivescovo di Bari-Bitonto, monsignor Francesco Cacucci, ha incontrato la delegazione di braccianti in presidio di protesta nella Basilica di San Nicola, assicurando che parlerà con gli altri vescovi pugliesi e con il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, per farsi portavoce e interprete delle richieste dei braccianti. I braccianti denunciano “condizioni disumane” di lavoro e di vita nei campi del foggiano. “Volentieri mi faccio interprete di questi che sono l’espressione del riconoscimento dei diritti della dignità umana”, ha detto monsignor Cacucci parlando ai braccianti, assicurando che “da parte nostra c’è un atteggiamento di difesa senza se e senza ma della dignità umana”.

“Quello che non riusciamo ancora a realizzare in Italia – ha detto ancora monsignor Cacucci – è la seconda accoglienza, mi permetto di sottolineare questo e da parte vostra bisogna insistere su questo. Non basta accogliere – ha aggiunto – ma fare in modo che poi questa accoglienza sia dignitosa. Questo è il vero problema. Fino a quando non riusciremo a realizzare questo, si alimenterà da una parte l’idea di invasione e dall’altra non si riconoscerà dignità umana. Mi permetterò di indicare concretamente le proposte da fare. Non basta la denuncia se non arriviamo a fare proposte concrete”.

Dopo aver ricevuto rassicurazioni dall’arcivescovo, quindi, i circa sessanta braccianti impiegati nei campi del foggiano hanno lasciato la Basilica. “Papa Francesco dice che ‘il lavoro conferisce dignità all’uomo’ – ha detto il sindacalista Aboubakar Soumahoro – invece il nostro è un lavoro privo di dignità e diritti. Per questo abbiamo deciso di lottare per la riconquista dei diritti sindacali, abitativi, previdenziali e di sicurezza sul lavoro. Una lotta in ricordo dei tanti braccianti morti nella filiera agricola e per chiedere il rilascio del permesso di soggiorno al fine di uscire dall’invisibilità imposta”.

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