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Progetti in Puglia per rom e stranieri non accompagnati, la Regione stanzia 20mila euro

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Ventimila euro sono stati stanziati dal Consiglio regionale della Puglia per due avvisi pubblici, da 10mila euro ciascuno, destinati uno a due progetti per l’inclusione di minori a rischio appartenenti alle comunità rom, sinti e camminanti presenti in Puglia e l’altro a un progetto denominato #portaperte per la formazione/lavoro dei minori stranieri non accompagnati.

I due avvisi pubblici sono stati presentati oggi a Bari dal Garante dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza Ludovico Abbaticchio e saranno pubblicati nelle prossime settimane sul Bollettino Ufficiale della Regione Puglia per consentire agli enti no profit del terzo settore interessati di inviare le proposte di progetto. I

l primo intervento consentirà di finanziare due progetti che abbiano tra gli obiettivi contrastare la dispersione scolastica e lo sfruttamento sessuale minorile, supportare bambini in condizioni di povertà educativa, prevenire i fenomeni di devianza, bullismo e cyberbullismo, avviare percorsi di educazione alla legalità e alla giustizia sociale.

L’avviso pubblico per minori stranieri non accompagnati, che attualmente in Puglia sono circa 400, è finalizzato a realizzare percorsi sperimentali di inclusione sociale e formazione/lavoro per i ragazzi prossimi al compimento della maggiore età, con l’obiettivo di fare da “deterrente rispetto ai rischi connessi alla delinquenza, alla criminalità, alla dispersione”.

L’ente che vincerà il finanziamento dovrà proporre forme di accoglienza alternativa, “famiglie d’appoggio”, che avranno il compito di accompagnare il minore nel percorso di autonomia, eventualmente garantendogli ospitalità, lavorando in rete con associazioni, parrocchie ed enti di formazione. “Sono interventi di straordinario valore – ha commentato il presidente del Consiglio regionale, Mario Loizzo – perché vogliono dare supporto a quei soggetti ultimi che soffrono e che rischiano di restare in condizioni di emarginazione, peggiorando ulteriormente la propria situazione di sofferenza”.

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