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Bari, sciopero dell’assistenza domiciliare. Le precisazioni del Comune: “Fatto tutto il possibile per tutelare i lavoratori”

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“In merito alla giornata di sciopero indetta per oggi dal personale addetto al servizio di assistenza domiciliare assistita e integrata SAD e ADI – assistenza domiciliare adulti disabili e anziani non autosufficienti, la ripartizione Servizi alla persona precisa che le istanze espresse dai sindacati sono già state affrontate nel corso della riunione tenutasi presso la Prefettura di Bari lo scorso 18 giugno, durante la quale l’amministrazione comunale ha ribadito il forte impegno mostrato in questi anni a tutela del mantenimento del servizio a favore degli utenti nonché della salvaguardia degli operatori”. Così, in una nota, il Comune di Bari.

“Il servizio di assistenza domiciliare è stato più che triplicato in questi anni sulla città di Bari – si legge ancora nella nota -, favorendo il coinvolgimento di un larghissimo nuovo numero di utenti fragili, grazie alla capacità dell’amministrazione di attivare fondi PAC del Ministero degli Interni, attualmente sospesi. Nonostante le grandi difficoltà l’amministrazione ha cercato di mantenere inalterata l’offerta di ore di assistenza domiciliare senza mai interrompere l’erogazione del servizio, impiegando risorse rivenienti dal bilancio comunale, stanziate appositamente per soddisfare la domanda dei cittadini e, al contempo, le esigenze lavorative dei dipendenti”.

“Inoltre, in questi ultimi mesi, è stata contestualmente effettuata una variante all’accordo quadro che ha permesso di convertire le ore previste per l’assistenza domiciliare ADI, non erogate a causa della fluttuazione della domanda, in ore per lo svolgimento del servizio SAD al fine di offrire una rimodulazione dell’offerta che rispondesse ai bisogni effettivi – proseguono dal Comune -. L’amministrazione ha accompagnato anche la mediazione sindacale dei mesi scorsi con l’obiettivo di permettere la continuità assistenziale, pur non essendoci applicazione della clausola sociale trattandosi di un accordo quadro conforme alle linee guida PAC, in cui sono successivamente confluiti altri utenti ultrasessantacinquenni e disabili provenienti da altri appalti scaduti”.

“Durante l’ultimo incontro del 18 giugno tra sindacati ed ente gestore in Prefettura, la parte datoriale ha accolto molte richieste dei lavoratori quali la mensilizzazione della retribuzione, il riconoscimento dei tempi di trasferimento nell’orario di lavoro e gli scatti di anzianità nel limite del 50%, pur non essendovi continuità del rapporto contrattuale con il precedente gestore. In tale occasione i sindacati non hanno accettato quanto offerto dall’ente gestore, richiedendo il pagamento per intero della pregressa retribuzione, interrompendo così ogni tipo di trattativa – concludono da Palazzo di Città -. Pertanto, per quanto nelle competenze dell’amministrazione comunale, si è cercato di tutelare in tutti i modi la continuità assistenziale nei confronti degli utenti e, al contempo, il diritto al lavoro degli operatori”.

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