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Vigilanza Privata e Servizi Fiduciari, sciopero nazionale: giovedì 1 agosto a Bari presidio in Prefettura

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“A tre anni e mezzo dalla scadenza del CCNL della vigilanza privata e servizi fiduciari le associazioni delle imprese hanno gettato la maschera”. Inizia così la nota della Cgil relativa alle due giornate di sciopero proclamate in tutta Italia giovedì 1 e venerdì 2 Agosto dalle segreterie nazionali Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil.

“La parte datoriale – si legge nella nota -, ha chiesto di sottoscrivere un contratto nettamente peggiorativo: riduzione del trattamento di malattia e del periodo di comporto anche per l’infortunio; flessibilità selvaggia gestita unilateralmente dalle imprese; riduzione del riposo giornaliero in mano alle imprese; riposo settimanale nella media dei 14 giorni e possibilità di spostarlo oltre il 14° giorno; aumenti salariali insignificanti”.

“Non è accettabile proseguire un confronto con proposte provocatorie – dice Antonio Miccoli, segretario provinciale della Filcams CGIL di Bari -, l’1 e il 2 agosto si sciopera per chiedere un contratto adeguato senza peggiorare le condizioni dei lavoratori del settore: noi tutti chiediamo più sicurezza, maggior rispetto dei lavoratori in appalto, e soprattutto maggior dignità per un lavoro spesso invisibile”.

“Da Nord a Sud – aggiunge Barbara Neglia, segretaria generale Filcams-CGIL Puglia – la mobilitazione delle guardie giurate e degli operatori dei servizi fiduciari per lo sciopero nazionale nelle giornate di giovedì 1 e venerdì 2 agosto sarà imponente. È necessario scioperare per il diritto al rinnovo del CCNL, scaduto da 42 mesi, per chiedere condizioni normative e salariali dignitose. La risposta della parte datoriale è una gara al ribasso sul costo del lavoro, poche certezze sulla continuità occupazionale e la richiesta di introduzione di forme di precariato insopportabili, peggiorando le condizioni dei lavoratori del settore”.

Nella mattinata di giovedì 1 agosto, dalle ore 9.30 alle ore 13.30, è previsto un presidio presso la sede della Prefettura di Bari per sottoporre all’attenzione del Prefetto le ragioni dello sciopero e l’urgenza della chiusura della vertenza che riguarda in tutta Italia circa 70mila lavoratori, di cui almeno 2000 della provincia di Bari, impiegati quotidianamente in diverse mansioni molto delicate a servizio di istituzioni, aziende e cittadini.

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