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Sicurezza Bis, a Bari il ‘pomodoro solidale’: progetto di inclusione lavorativa contro il decreto

Foto Fb Solidaria
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Alla “disumanità” del decreto sicurezza bis approvato ieri dal Senato, l’associazione ‘Solidaria’ di Bari risponde con un progetto ‘di inclusione socio-lavorativa per la produzione e vendita di salsa di pomodoro da coltivazioni agroecologiche. “Di fronte alla disumanità che si fa legge – si legge in una nota di Solidaria – non possiamo fermarci, abbiamo il dovere etico e morale di resistere, di continuare a dissentire. Noi lo facciamo costruendo una filiera etica e solidale del pomodoro, lungo la quale nativi e migranti insieme si incontrano e si organizzano, programmano cosa, quanto e come produrre, vivono aspettative di vite e lavoro in comune, senza padroni”. Il progetto si chiama ‘Sfruttazero’ ed è giunto al sesto anno.

Quest’anno nei campi di Bari e Nardò sono state piantate circa 30mila piantine di pomodori, contrattualizzando 30 braccianti, italiani e migranti africani. “Seguendo il contratto collettivo agricolo, – spiega Gianni De Giglio di Solidaria – abbiamo fatto otto contratti, di cui due con la durata di un anno per iniziare a destagionalizzare la produzione agricola, per permettere il rinnovo del permesso di soggiorno da umanitario a lavoro a causa del primo decreto sicurezza dell’ottobre 2018 che ha cancellato la protezione umanitaria. A ridosso della prima giornata di raccolta, abbiamo anche subito un furto di diversi quintali di pomodori. Ma non importa. Siamo già organizzando la seconda raccolta. Arrenderci – conclude – significherebbe darla vinta a quei 160 mandanti assassini che hanno votato il decreto sicurezza bis in Senato”.

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