Home Attualità Network Contacts, Cobas: “Quello trovato è un accordo ‘taglia retribuzioni’. I ricatti...

Network Contacts, Cobas: “Quello trovato è un accordo ‘taglia retribuzioni’. I ricatti non salvano i posti di lavoro”

Tempo di lettura stimato: 2 minuti

“Quanto fatto altro non è che la legittimazione di un ricatto padronale che, sotto minaccia dei livelli occupazionali, ottiene condizioni di lavoro con una paga inferiore rispetto a quella spettante”. Così, in una nota, la confederazione Cobas Puglia in merito all’accordo che la scorsa settimana ha sbloccato la situazione relativa alla vertenza Network Contacts. “Comprendiamo il difficile contesto in cui hanno operato i sindacati firmatari dell’accordo – si legge ancora nella nota – ma che questi poi abbiano avuto la sfrontatezza di definire il risultato raggiunto ‘una grande vittoria’ è davvero un’offesa al buon senso, oltre alla dignità dei lavoratori che subiranno gli effetti di tale intesa”.

Da Cobas Puglia entrano poi nei dettagli dell’accordo elencando una lunga lista di fattori che andrebbero inevitabilmente a penalizzare i lavoratori. “L’intesa prevede la riduzione dei permessi retribuiti di diritto – viene scritto nella nota -, nessuna maggiorazione per il lavoro svolto nei giorni festivi, congelamento degli scatti di anzianità, riduzione del 30% della tredicesima mensilità, nessuna erogazione dell’Elemento di Garanzia Retributiva (EGR) per 260 euro lordi annui e l’estensione da 12 a 24 mesi del livello retributivo d’ingresso. In più, per esigenze tecnico-organizzative, l’azienda potrà richiedere fino a 3 ore ‘volontarie’ di lavoro supplementare o straordinario alla settimana, con un minimo di 2 ore: le ore derivanti da questa norma e non utilizzate andranno accantonate e la direzione aziendale potrà richiedere la prestazione successivamente, retribuendola con un buono pasto cartaceo del valore di due euro e cinquanta centesimi”.

Cobas, infine, denuncia la pericolosità dell’affermazione dei principi contenuti nell’accordo. “Si legittima un’azienda che ha vinto una gara d’appalto per commesse dell’Inps – concludono -, e quindi effettua un servizio pubblico, a concorrere con altre aziende del settore derogando alla retribuzione minima nazionale e, come se non bastasse, si coinvolge la stessa società in un contratto di programma, che poi significa ingenti finanziamenti pubblici. Pertanto, invitiamo tutti i lavoratori che parteciperanno all’assemblee sindacali, indette per venerdì 25 ottobre, a pretendere un referendum certificato con voto segreto in merito all’intesa e a bocciarla in modo categorico. Inoltre, chiedono al Parlamento di intervenire, approvando subito una Legge di giustizia sociale in materia di appalti pubblici, salario minimo e democrazia sindacale”.

Riceverai una mail per la validazione dell'iscrizione. Leggi la nostra guida alla privacy

Lascia un commento

Inserisci un commento!
Inserisci il tuo nome qui