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“Corse saltate e 172 km in piedi”, la quotidiana odissea in autobus da Taranto a Bari e ritorno

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Quasi 100 euro di abbonamento mensile per viaggiare ogni giorno da Taranto a Bari e ritorno, per raggiungere il posto di lavoro. Nulla di strano se non fosse che il servizio autobus messo a disposizione da Ferrovie Sud Est sembra presentare una serie di problematiche, almeno secondo quanto denunciato da alcuni pendolari. Tra questi c’è Valentina che, attraverso una lettera inviata in redazione, entra nello specifico delle criticità che rileva ogni giorno quando sale sull’autobus che la porta a Bari.

“Subiamo quotidianamente disagi e ritardi da parte della società di trasporto – tuona Valentina -. La mattina ci sono due corse in particolare, quella delle 6 e delle 7 in partenza da viale Unicef (a Taranto), prese d’assalto da una quantità di persone che i regolari autobus non possono trasportare, in quanto il limite di 22 persone in piedi viene superato”. Come si evince dalle foto, infatti, molti pendolari non riescono a trovare posto a sedere, a quanto pare perché la capienza massima dei mezzi viene raggiunta e in molti casi superata già dal capolinea. Un problema che va a discapito di altri viaggiatori che, non potendo raggiungere la zona di partenza dell’autobus, sono costretti – come sottolineato nella lettera – a sperare che lo stesso apra le porte alle fermate intermedie.

In questi casi, sottolinea Valentina, “gli autisti non effettuano nemmeno le altre fermate, con la scusa di essere al completo e non dando nessuna informazione. Semplicemente ‘tirano dritto'”. Questo accade, secondo il racconto fornito, anche nel pomeriggio, sugli autobus che dalle 14 ripartono da Bari alla volta di Taranto, ogni ora.

“Da anni – continua il racconto – a fronte di abbonamenti sempre in aumento, si moltiplicano episodi di viaggi in piedi, corse saltate (se chiedi il perché di una mancata corsa vieni trattato come uno scocciatore che non ha di meglio da fare), bus fatiscenti, uffici informazioni muti o incapaci di dare correttamente notizie in tempo reale, e garanzie zero di arrivare in orario sul posto di lavoro, anche per l’incapacità di prevedere un percorso alternativo per l’entrata a Bari (ce ne sono almeno tre), interessata da più di un anno ormai da lavori su via Amendola”.

Un caos che potrebbe aumentare la percezione di disagio dei pendolari con l’avvicinarsi delle festività natalizie. “Sappiamo che non è un lavoro semplice – conclude Valentina – soprattutto quando si deve lottare con la “spending review”, anche se FSE ha assunto nuove persone e comprato nuovi autobus. Capiamo tutte le difficoltà oggettive. Ma ora basta. Pretendiamo almeno la buona educazione, perché la pazienza del pendolare è finita”.

Interpellata sulla questione Ferrovie Sud Est, la portavoce dell’azienda ha fatto sapere che negli ultimi mesi sulla tratta stradale Taranto-Bari “sta aumentando il flusso dei pendolari, motivo per cui – precisano – stiamo monitorando e valutando un’ipotesi di rinforzi”. Per quanto riguarda, invece, la situazione relativa alle persone costrette a viaggiare in piedi, FSE rende noto che “la capienza a bordo, trattandosi di mezzi pubblici, è omologata anche per stare in piedi, un po’ come avviene nelle metropolitane delle grandi città o sugli autobus del trasporto pubblico urbano”.

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