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Allarme cinghiali, a Roma c’è anche Coldiretti Puglia. Bellanova: “Sbloccato il decreto per il riconoscimento dei danni”

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“Abbiamo sbloccato il decreto per il riconoscimento dei danni subiti e sentito il parere della Conferenza Stato-Regioni. Dobbiamo dare una soluzione strutturale”. Così il ministro per le Politiche agricole, Teresa Bellanova, intervenendo dal palco della manifestazione organizzata da agricoltori e allevatori a Roma, in piazza Montecitorio, contro l’invasione dei cinghiali e più in generale degli animali selvatici che distruggono raccolti agricoli, sterminano greggi e causano incidenti stradali nelle campagne e all’interno dei centri urbani. “Vi posso garantire un impegno totale – ha detto Bellanova -. Sono problemi che non si affrontano solo con le Regioni: bisogna andare anche in Europa a chiedere soluzioni”.

A Roma, per manifestare, anche alcuni rappresentati di Coldiretti Puglia. “Nella nostra regione, nei primi nove mesi del 2019, gli incidenti stradali causati da animali selvatici sono stati 310 – si legge in una nota -. L’escalation di danni, aggressioni e incidenti che causano purtroppo anche vittime è il risultato della incontrollata proliferazione degli animali selvatici con il numero dei cinghiali presenti in Puglia che, nel giro di 10 anni, sono raddoppiati mettendo a rischio non solo le produzioni agroalimentari e l’assetto idrogeologico del territorio, ma anche la vita di agricoltori e automobilisti, con una diffusione che ormai si estende dalle campagne alle città”.

“Non si tratta più solo di una questione di risarcimenti – spiega il presidente di Coldiretti Puglia, Savino Muraglia – ma è diventato un fatto di sicurezza delle persone che va affrontato con decisione. Ora non ci sono più alibi per intervenire in modo concertato tra Ministeri e Regione ed avviare un piano di abbattimento straordinario senza intralci burocratici. Le aree rurali e anche le città, vedi quanto accade a Bari, sono invase da cinghiali che mettono a repentaglio l’incolumità delle persone, fanno razzia nei campi di frutta, legumi, piantine e ortaggi, con inevitabili ripercussioni anche di natura igienico-sanitaria”.

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