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Capitano Ultimo a Bari, la sua testimonianza in Regione. Longo: “Un onore ascoltare chi ha arrestato Totò Riina”

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Si è svolta questa mattina, nella Commissione regionale di studio e inchiesta sul fenomeno della criminalità organizzata in Puglia, l’audizione del Capitano Ultimo. “Una richiesta del consigliere Renato Perrini che abbiamo accolto con piacere – ha detto la presidente della Commissione, Rosa Barone -. Riteniamo quella del colonnello De Caprio una testimonianza fondamentale per parlare di legalità e della lotta alla criminalità organizzata. Una battaglia che ora sta portando anche nelle scuole per far capire ai ragazzi l’importanza di combattere le ingiustizie e di non girarsi dall’altra parte”.

“È stato un onore partecipare all’audizione di chi arrestò Toto Riina nel 1993 – commenta il vicepresidente del Consiglio regionale, Peppino Longo -. La sua è stata una testimonianza di altissimo valore per comprendere nei dettagli le strategie delle mafie per infiltrarsi nella cosiddetta società civile e quale può essere la migliore risposta dello Stato, anche traendo insegnamenti dagli errori del passato, nella lotta alla criminalità organizzata. Una battaglia che la Commissione Consigliare, vuole portare nelle scuole perché informazione, sensibilizzazione e formazione possono essere tra le migliori armi contro le sirene tentatrici della Piovra”.

“Invitare il colonnello De Caprio – aggiunge Longo – è un modo per dimostrargli la vicinanza, la solidarietà e la gratitudine di noi tutti ed è di conforto la consapevolezza di quanto di incisivo è stato compiuto nella lotta alla mafia sulla scia dell’azione di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, a cominciare dalla ribellione di parti sempre più importanti della società e dell’economia alle varie forme di ricatto e di oppressione del potere criminale. Il nostro impegno è quello di proseguire nel cammino tracciato da questi autentici eroi, affinché prevalgano sempre e sopra ogni cosa i valori dell’onestà, della correttezza ed il rispetto dei principi che fondano la nostra democrazia, contro ogni forma di violenza, di sopruso, di sopraffazione della criminalità organizzata”.

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