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Ieri in fuga dall’Eritrea, oggi dottore. La storia di Michael: primo ‘studente-rifugiato’ laureato dall’Università di Bari

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È il primo ‘studente-rifugiato’ laureato dall’Università degli Studi di Bari Aldo Moro. Si chiama Michael, ha 35 anni, in tre anni esatti è diventato dottore in Scienze Politiche e martedì 19 novembre il rettore Stefano Bronzini gli consegnerà una speciale pergamena in occasione del seminario “Valorizzazione dei titoli e delle competenze di migranti e rifugiati” in programma in aula magna.

Michael arriva in Italia nel 2010, in fuga dall’Eritrea. Ottenuto lo status di rifugiato politico, dopo un periodo in Gran Bretagna, pur dovendo lavorare non rinuncia alla formazione universitaria. Vince la borsa di studio Crui/Ministero dell’Interno/Andisu, grazie a cui può iscriversi al Corso di laurea in Scienze Politiche, Relazioni internazionali e Studi europei del Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università di Bari. Si laurea con una tesi sull’Eritrea nella politica estera italiana dal 1949 al ’91.

Nel suo Paese aveva conseguito il diploma in Scienze Infermieristiche e collaborato per due anni come assistente medico in un ospedale. Poi però, lavorando con organizzazioni internazionali che si occupano di migranti, ha scoperto che non solo gli piaceva la mediazione culturale ma ha capito che voleva studiare relazioni internazionali. Si avvicina con questa motivazione al Centro per l’Apprendimento Permanente dell’Università di Bari che nel frattempo stava portando avanti lo Short Master in “Immigrazione, diritto e pratiche di inclusione”. Il C.A.P. lo ha aiutato ad ottenere i documenti necessari per l’iscrizione ai corsi accademici, occupandosi del riconoscimento dei titoli di studio pregressi, primo passo per l’integrazione accademica.

Il Centro servizi d’ateneo per l’apprendimento permanente (CAP) nei prossimi giorni, dal 18 al 22 novembre, ospiterà i valutatori del Cimea e del Consiglio d’Europa che hanno scelto l’Università di Bari per la Settimana del Passaporto Europeo delle Qualifiche dei rifugiati beneficiari di asilo politico o protezione internazionale. Il documento, spendibile in tutt’Europa, fornisce una valutazione dei titoli di istruzione superiore ottenuti nel Paese di provenienza consentendo l’ammissione nelle università dei Paesi di arrivo e agevolando il processo di integrazione e di occupazione.

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