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Gioco d’azzardo, in Puglia spesi 1,25 miliardi di euro nel 2018: “Servono nuove regole”

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Nel 2018 in Puglia la spesa per il gioco (giocato meno vincite erogate) è stata pari a 1,25 miliardi di euro (18,9 miliardi in Italia, con un gettito per l’erario di 10,4 miliardi di euro), secondo i dati dell’ultimo Libro Blu di ADM-Agenzia Dogane e Monopoli.

Secondo un’analisi condotta in Puglia nel 2018 da Eurispes, il giocatore patologico preferirebbe privacy. Il distanziometro non servirebbe quindi a dissuaderne l’attività. Il procuratore di Brindisi e presidente dell’Osservatorio permanente su Gioco, Legalità e Patologie dell’Eurispes, Antonio De Donno, ha poi ricordato che “la criminalità organizzata ha da sempre manifestato interesse per il settore del gioco e delle scommesse ed è solo con il meccanismo del gioco pubblico, controllato dallo Stato attraverso i concessionari, che si è cercato di porvi rimedio.

È vero che l’aumento dell’offerta di gioco conseguitane ha comportato ricadute sociali negative, quali l’incremento delle ludopatie, ma è illusorio pensare che il problema possa essere risolto mediante strumenti come il distanziometro e la riduzione degli orari di apertura dei locali in cui si effettua l’offerta di gioco”.

Per Marco Zega, direttore Finanza e Affari Istituzionali di Codere Italia SpA, multinazionale del gioco, “consentire la raccolta di gioco legale vuol dire garantire occupazione e un’offerta sicura, al fine di contrastare la presenza di realtà di gioco illegali e fuori controllo”. Per la lotta al gioco d’azzardo patologico, Zega propone l’attivazione di un presidio sanitario all’interno della propria sala in collaborazione con Comune e Asl.

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