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Bari, come era il Piccinni nel 1903: la foto in esposizione nel foyer del teatro

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Un negativo su lastra di vetro risalente al 1903 ritrae l’interno del teatro Piccinni. La fotografia, contenuta all’interno di una teca, sarà in esposizione fino al prossimo 31 dicembre nel foyer del teatro che domani sarà restituito ai baresi. Accanto al negativo di 30×40 centimetri, anche una riproduzione a stampa.

“Ho pensato fosse un’occasione straordinaria per consentire ai baresi di ammirare uno scatto che ha oltre un secolo di vita – ha detto l’assessore alle Culture Ines Pierucci – e che ci riporta idealmente indietro nel tempo. Siamo grati alla Soprintendenza per questo prestito speciale che darà la possibilità al pubblico, per tutto il mese di dicembre, di scoprire i decori del nostro teatro comunale nella loro versione originale, così come immortalati dai fratelli Antonelli, che nella loro lunghissima attività hanno raccolto un archivio fotografico che custodisce la storia stessa della nostra città”.

L’immagine fotografica documenta la prima edizione dell’apparato decorativo dei palchi, realizzata nel 1853 dal napoletano Giuseppe Castagna. Di questa parte si conserva oggi solo l’arco di proscenio, realizzato a cassettoni con decorazioni in cartapesta dorata. Nei pennacchi figurano due mascheroni teatrali entro tondi, circondati da una decorazione vegetale. Nella parte centrale il Barione, il più antico simbolo della città di Bari, raffigurante un cherubino alato nell’atto di scoccare una freccia da una barca; a sorreggere lo stemma vi sono due angeli affrontati, con le ali spiegate in volo, mentre suonano la tromba. Oggi al suo posto compare l’odierno simbolo della Città di Bari, ma è ancora possibile ammirare il Barione nella decorazione in stucco del sottarco”.

La fotografia – scattata dal quarto ordine dei palchi, in asse con la loggia reale – inquadra il palcoscenico a sipario chiuso. Quest’ultimo, dipinto nel 1854 dall’artista terlizzese Michele De Napoli, raffigura il Torneo di Re Manfredi organizzato nel 1259 in onore del soggiorno a Bari di Baldovino I imperatore di Costantinopoli e suocero dello stesso Manfredi. Tale soggetto, proposto da Giulio Petroni, fu preferito a quello inizialmente avanzato dal De Napoli: la Disfida di Barletta. Il tema del Torneo sollecitava maggiormente le “vanità municipali” poiché ambientato a Bari, come si deduce dalla presenza del Castello Svevo sullo sfondo. Inoltre, il soggetto aveva il pregio di riferirsi a un episodio di pace, una gioiosa rievocazione degli antichi e popolari spettacoli del Medioevo. Alla presenza di un vasto pubblico e, nel baldacchino reale sulla sinistra, di Re Manfredi, Elena Ducas e dell’Imperatore Baldovino, la sfilata dei concorrenti si muove in modo circolare, senza che si riesca a individuarne un inizio o una fine. Senza privilegiare alcun punto di vista particolare, nessun episodio della storia, nessun luogo della tela, fermato nel tempo in una dimensione ideale, il De Napoli crea all’interno del teatro “un luogo mentale”, uno “spettacolo nello spettacolo”.

Tra le figure in primo piano il De Napoli inserisce alcune eminenti personalità baresi coinvolte nella progettazione e costruzione del Teatro Piccinni. Nella coppia di cavalieri in basso a sinistra, si riconoscono lo storico Giulio Petroni, in una scintillante armatura, e l’Intendente della Provincia comm. Luigi Ajossa, fondatore della Commissione Teatrale, i quali avevano avuto un ruolo fondamentale nel favorire la selezione di De Napoli per la realizzazione del sipario.

 

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