Home Attualità Inaugurazione anno giudiziario, a Bari meno omicidi ma più indagini di mafia

Inaugurazione anno giudiziario, a Bari meno omicidi ma più indagini di mafia

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La durata dei processi resta ancora una nota dolente della giustizia barese, si registra una flessione dei tempi medi nonostante gli organici risicati, nel nostro distretto la scopertura è del 9%. In compenso nel settore civile diminuiscono i processi pendenti rispetto allo scorso anno. Lo stesso trend positivo riguarda sia le cause di lavoro sia i fallimenti. Lo evidenzia la relazione annuale diffusa oggi in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario.

Nel settore penale è timido il decremento registrato sulle pendenze: effetto inevitabile della difficile situazione della giustizia penale e del doppio trasloco degli uffici nell’immobile di Poggiofranco. E se e stabile è il numero dei reati contro la pubblica amministrazione, sono in flessione invece i dati sui procedimenti per omicidio volontario.

Aumentano invece le denunce di pedofilia e pedopornografia, di estorsione e di reati tributari. In crescita, e questo è un dato significativo, i procedimenti iscritti per reati di associazione di stampo mafioso. Un dato interessante che sgonfia la caccia all’immigrato e che il numero dei reati commessi da stranieri è in netto calo. I rigurgiti di odio razziale a cui assistiamo oggi trovano spazio nella relazione del presidente della Corte d’Appello Franco Cassano che ha detto: “Oggi non si esita a recuperare i temi della xenofobia, del razzismo antisemita, del suprematismo bianco e della sopraffazione, mentre per le strade i neofascisti assaltano omosessuali ed immigrati”.

Nella sua relazione Cassano si è concentrato anche sui terremoti giudiziari del nostro territorio, dal caso Banca Popolare, “Un intero sistema di potere ne è uscito travolto” e, “comunque vada, il tessuto economico-finanziario della città non sarà più lo stesso” all’Ilva. “La più grande crisi industriale del Paese, legata alla fuga dell’impresa Arcelor Mittal dall’ex Ilva di Taranto, ha detto – e stata arginata, in mancanza di un qualsivoglia progetto politico, solo dalla minaccia dell’intervento giudiziario”.

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