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Bari, la storia (quasi) vera degli scherzi di Cacace nel libro "Trovilo": un ritorno agli anni '80

Bari, la storia (quasi) vera degli scherzi di Cacace nel libro "Trovilo": un ritorno agli anni '80

Un percorso attraverso le avventure del famoso trio che importunava telefonicamente mezza città

Il telefono squilla un paio di volte. Un papà chiede spazientito notizie di suo figlio, studente in un noto istituto barese. Da lì nasce una discussione carica di improperi e volgarità di ogni tipo che rimarrà impressa su centinaia di audiocassette. Oltre che nelle menti di diverse generazioni.

Eravamo a Bari, inizio anni '80. Il signor Cacace era uno dei tanti personaggi partoriti da un misterioso trio che importunava mezza città con ripetuti scherzi telefonici. “Trovilo” era l’invito tanto perentorio quanto sgrammaticato rivolto a una delle numerose vittime di quelle burle, tutt’altro che innocenti. Oggi, invece, è diventato il titolo di un libro che ricostruisce in forma romanzata le “marachelle” dei tre giovani, scritto da Silvano Dragonieri e Piero Donadio ed edito da Wip Edizioni.

Silvano, come nasce la curiosità sulla storia di questi scherzi?

È un omaggio a questo gruppo ignoto ma soprattutto agli anni ’80. Gli scherzi telefonici hanno avuto una diffusione virale e soprattutto trans generazionale. C’è chi conosce questa storia anche al di fuori dei confini pugliesi. Dalle audiocassette si è passati ai cd e agli mp3 e ora molti ragazzi li ascoltano ancora attraverso YouTube.

Piero, tu hai provato a dare una sorta di traduzione dei lunghi dialoghi in dialetto registrati nelle audiocassette. Non è curioso il fatto che molti di questi appellativi siano pian piano entrati a far parte nel vocabolario dei ragazzi baresi?

Il fenomeno dialettale nasce come lingua del popolo e per il popolo. Poi si sviluppa come riproposizione nel linguaggio di chi non lo parla con familiarità e lo ripropone a modo suo. Come una sorta di “slang”. Qui il dialetto viene ripreso e rielaborato senza seguire le regole che pure il dialetto vuole. Con il gusto un po’ anarchico di prendere la lingua dei padri e farla diventare lingua dei figli. E ora anche dei nipoti. Silvano: Tra di noi ci ripetiamo spesso alcuni degli sfottò. Per esempio “tu sei cornuto da qui a Gerusalemme”.

Silvano, l’identità degli autori di questi scherzi è ancora oggi avvolta in un alone di mistero. Nelle vostre ricerche siete riusciti a scoprire qualcosa?

Ci sono tante teorie, tanti che dicono di averli conosciuti. Nessuno sa con esattezza chi siano queste persone. Del resto il fatto che non si conosca la vera identità del trio (forse c’è anche una quarta persona) contribuisce a rafforzare la “leggenda” attorno ai personaggi. Io qualcosa negli anni l’ho scoperta, però non voglio svelare il mistero. Vi racconto soltanto un aneddoto. Prima di scrivere il libro abbiamo realizzato un film su questa storia (a cui ha partecipato, tra gli altri, anche Alessio Giannone, alias Pinuccio, oggi inviato di Striscia la Notizia, ndr). Dopo una delle proiezioni una persona mi si è avvicinata in lacrime. Mi ha detto: “Non sai che regalo mi hai fatto. C’è qualcuno da lassù che oggi sarà felicissimo”. Chiaramente si trattava di uno dei componenti del trio, o almeno di una persona molto vicina.

 

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