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Bari, protesta contro la gestione delle Ferrovie del Sud Est: “Stanchi di disservizi e ritardi”

Bari, protesta contro la gestione delle Ferrovie del Sud Est: “Stanchi di disservizi e ritardi”

Lo striscione è stato esposto dai militanti di CasaPound. In Regione, sullo stesso argomento, Giannini ha risposto all'interrogazione di Borraccino (Noi a Sinistra).

"Ritardi e disservizi, pendolari sud-est senza piú pazienza ", questo il testo dello striscione esposto questa mattina presso la stazione di Bari centrale dai militanti di CasaPound Italia per protestare contro Ferrovie del Sud Est.

“Ci chiediamo dove siano finiti i milioni di euro di finanziamenti regionali ricevuti da Fse e come siano stati impiegati, visto che ammonta a ben 16 milioni il patrimonio sequestrato all'ex numero uno della società  nei casi ‘treni d'oro’ e ‘consulenze d'oro’”, si legge nella nota diffusa da CasaPound Italia. “Il servizio offerto ai pendolari è inoltre da anni scadente – continua la nota - caratterizzato da sovraffollamenti, ritardi e cancellazione dei treni, con conseguenze deleterie per i viaggiatori, ed in particolare per i lavoratori e gli studenti pendolari costretti rispettivamente a perdere ore di lezione e nei casi più drammatici il lavoro”.

“Sono state evidenziate dagli utenti e confermate dal prefetto di Bari – spiega ancora la nota del movimento -  carenze di sicurezza ai passaggi a livello che rimangono spesso aperti al passaggio dei treni, come nel caso emblematico di via Gorizia a Ceglie, e per le quali le Fse hanno semplicemente invitato gli automobilisti ad essere prudenti spogliandosi vergognosamente di ogni responsabilità. Come i nostri concittadini, non possiamo continuare ad accettare che sussista questa situazione grottesca e pretendiamo risposte tempestive”.

L’argomento è stato affrontato anche in Regione dove l’assessore Giovanni Giannini ha risposto all’interrogazione del consigliere regionale di Noi a Sinistra, Mino Borraccino, proprio sui disservizi e disagi per il blocco dei treni Fse disposto dall’Ufficio speciale trasporti a impianti fissi a causa dell’usura di alcune parti della linea.

“Il problema è parzialmente superato, nel senso che l’intervento della Regione è stato immediato – dice Giannini -. L’USTIF era intervenuto a seguito di una sollecitazione fatta dal fornitore dei treni. Le anomalie riguardavano i carrelli e le ruote. Sostanzialmente, Sud-Est ha risposto alla sollecitazione della Regione mettendo a disposizione alcuni torpedoni, alcuni pullman per sostituire i treni che avevano bisogno di manutenzione e poi rimettendo in servizio 12 treni. Poi, ha sottoposto questi treni, tempestivamente, a interventi manutentivi. L’efficienza dei treni, dal punto di vista della sicurezza, è stata verificata dall’USTIF, l’organismo preposto alla verifica delle condizioni di sicurezza, e che aveva ritenuto quei treni idonei all’espletamento del servizio, pur rivedendo la decisione sulla segnalazione dell’azienda fornitrice dei treni”.

“La complicazione è che, entrato in vigore il decreto legislativo n. 112/2015, tutte le ferrovie interconnesse devono adeguarsi ai sistemi di sicurezza vigenti sulle linee di RFI e cioè montare i sistemi di controllo marcia-treno – continua l’assessore -. Tutte queste linee vengono assoggettate alle norme predisposte dall’ANSF, alle regole dettate dall’ANSF (Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie). Una volta intervenuto il decreto di attuazione del decreto legislativo n. 112, il quadro è mutato e quindi l’USTIF ha cessato di occuparsi della sicurezza delle linee interconnesse che sono passate tutte sotto il controllo di ANSF. Questo ha determinato una situazione per la quale l’Agenzia ha dettato delle regole da rispettare per assicurare la sicurezza della circolazione, per garantire la sicurezza della circolazione. Tra queste regole ce n’è una in particolare, che è quella che impone la velocità di 50 chilometri orari sulle linee sulle quali non si è ancora provveduto a montare i sistemi di sicurezza previsti dall’Agenzia nazionale per la sicurezza ferroviaria. Questo ha determinato un rallentamento del servizio con una contrazione del servizio ferroviario e un incremento del servizio di trasporto pubblico su gomma”.

“Dal 2014 la Regione è impegnata nel finanziamento di interventi di messa in sicurezza della rete ferroviaria e siamo, con altre tre regioni, le sole quattro regioni in Italia che stanno facendo questo adeguamento – conclude Giannini -. Tra queste quattro siamo tra le tre che hanno iniziato proprio con l’installazione materiale dei sistemi di sicurezza. Quindi, il problema della sicurezza, che è un problema rimesso per quanto riguarda la verifica delle condizioni e il controllo all’Agenzia nazionale per la sicurezza ferroviaria e al gestore dell’infrastruttura e al direttore di esercizio, è un problema che la Regione prevede di completare entro questo periodo di programmazione dei fondi europei, perché anche nei POR abbiamo previsto ulteriori risorse, come pure nel Patto per la Puglia e nella delibera CIPE, perché c’è il problema della infrastruttura dei binari, ma c’è anche il problema della chiusura dei passaggi a livello. È un tema naturalmente complesso e delicato, che speriamo una volta per tutte di risolvere con la realizzazione di questo intervento”.

 

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